Sembra impossibile uscire dalla narrazione provinciale sull’immigrazione, stando all’opinione pubblica e al dibattito politico europeo. Ci si concentra sulle 8.162 persone sbarcate in Italia nel 2021 al 2 aprile e si perde di vista quanto accade nel continente africano, a cui si guarda con timore. Leggendo un rapporto dell’Africa center for strategic studies, dove viene segnalata una correlazione fra pandemia e spostamenti delle persone, si trova conferma che sia i numeri che l’intero contesto vadano radicalmente rivisti. Nel 2020, e l’anno in corso lo conferma, una parte enorme delle migrazioni intraregionali che interessano almeno l’80% degli spostamenti, ha subito cambiamenti tali da mettere in pericolo milioni di persone il cui sogno non è in Europa. I movimenti più numerosi avvengono dall’Africa sub sahariana verso i Paesi nordafricani e per ragioni di lavoro.

Ma all’esplodere della pandemia il Senegal ha preventivamente chiuso le proprie frontiere. E poiché si tratta di un Paese che ha per tanto tempo rappresentato un punto di stabilità in cui sostare prima di partire verso il…


L’articolo prosegue su Left del 9-15 aprile 2021

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