L’arresto degli ex terroristi in Francia è usato come spauracchio in un contesto di tensione sociale crescente provocato dalla crisi che lo Stato non sa risolvere. Il sottotesto è questo: “Non alzate il livello di conflitto, perché noi, prima o poi veniamo a chiudere il conto”

Emmanuel Macron si dovrà scontrare con Marine Le Pen nelle prossime elezioni per l’Eliseo e, in questa prospettiva, dare in pasto all’opinione pubblica gli ex terroristi italiani non gli costa nulla, anzi gli fa comodo. Lo Stato italiano, il cui sistema giudiziario è screditato a livello internazionale, tra inefficienze e scandali interni, ha necessità di dare prova di autoritarismo per accontentare la parte forcaiola dell’elettorato, rimasta orfana del giustizialismo targato Cinque stelle.

Inoltre, in vista di una stagione ad alto tasso di conflittualità, dato lo scontento sociale crescente ed una economia in grave difficoltà, passare il messaggio che lo Stato non dimentica, è quanto mai opportuno: non alzate il conflitto, che noi, prima o poi, veniamo a chiedere il conto.

Un conto quanto mai tardivo e sgangherato, che non ha mai voluto mettere negli addendi dei calcoli che hanno portato a quel risultato finale, le proprie responsabilità ed inefficienze: ma ve la ricordate (o, magari, qualcuno non l’ha mai saputo) la teoria del “concorso morale”, promulgata in fase di emergenza, grazie alla quale molti fruitori della cosiddetta “dottrina Mitterand” sono stati condannati? Un obbrobrio giuridico, che…

* L’autrice: Valentina Angeli è avvocato penalista del Foro di Roma


L’articolo prosegue su Left del 7-13 maggio 2021

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