«L’appropriazione della sua opera da parte di un discorso xenofobo e suprematista è una realtà, non solo italiana, alla quale si può e si deve reagire», dice il dantista, docente a Princeton che con Roberto Abbiati ha pubblicato A proposito di Dante

Devo confessare «che non mi sono mai piaciute le illustrazioni dei libri di poesia», scrive il dantista Robert Hollander in risposta a un messaggio in cui il suo allievo e collega Simone Marchesi, docente all’Università di Princeton, gli annuncia l’uscita di A proposito di Dante, cento passi nella Commedia con disegni. In effetti la poesia è, di per sé, creatrice di immagini. «E quella di Dante lo fa in modo potente», risponde Marchesi al celebre professore nell’esergo di questo suo affascinante volume, illustrato da Roberto Abbiati e pubblicato da Keller.

Creare una Commedia per immagini è indubbiamente impresa da far tremare le vene e i polsi, come è nata questa vostra bella sfida?
È nata grazie a Roberto Keller, che ha pensato che sarebbe stato bello celebrare il centenario dantesco con una pubblicazione che unisse parole e immagini, sulla scia di un progetto di alcuni anni prima, il volume di tavole per Moby Dick, in cui Roberto Abbiati aveva abbinato al titolo di ciascun capitolo del romanzo una sua potente e suggestiva illustrazione. Per il caso di Dante, però, Abbiati e Keller hanno deciso subito di dare più spazio alle parole di quanto avevano fatto con Melville e, per invitare il pubblico ad avvicinarsi al testo senza timore, di sottoporre alla poesia di Dante il commento di un dantista di professione. Così, nell’estate del 2018 Abbiati mi ha scovato, grazie a una comune amica, nella casa in Toscana dove mi rifugio ogni anno appena si chiude il semestre accademico americano. Abbiamo subito trovato una formula per il nostro lavoro – scegliere una terzina, scrivere una nota, creare un’immagine per ogni canto – che ci ha dato il modo di illustrare il poema in maniera, penso, nuova.

In che senso, nuova?
Abbiamo deciso immediatamente che non avremmo riprodotto, come fa la lunga tradizione di illustrazioni della Commedia, quello che il poema dice, cioè i paesaggi dell’aldilà che Dante inventa, chi immagina di incontrare, le tonalità narrative che adotta. Questo era esattamente quanto Hollander obiettava alle illustrazioni tradizionali. Abbiamo, invece, provato a rappresentare quello che il poema fa, cioè invitare noi lettori e lettrici di oggi a lasciarci coinvolgere dal testo, a confrontarci con le questioni che lo animano e soprattutto a imparare a guardare a noi e al mondo che ci circonda con occhi attenti e nuovi. C’è il ritornello di una vecchia canzone di De Andrè, la “Canzone del Maggio”, che dice molto bene quello che anche Dante ci ripete nella sua poesia, quando ci mette di fronte esemplari umani coi quali abbiamo molto da spartire: cioè che anche se…

Illustrazione di Roberto Abbiati


L’articolo prosegue su Left del 14-20 maggio 2021

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