Il governo promuove il “console fascio-rock” Mario Vattani ad ambasciatore a Singapore. Il Colle si smarca, l'Anpi protesta e otto deputati chiedono conto alla Farnesina

Al governo dei migliori è scappato un diplomatico di simpatie neofasciste nominato ambasciatore a Singapore. La decisione ricade sul ministro Luigi Di Maio ed è controfirmata dal Presidente della Repubblica anche se dal Quirinale si affettano a dire che si tratta semplicemente di “un passaggio formale” su una decisione del governo.

Lui è Mario Vattani, figlio di quell’Umberto che fu ambasciatore in Belgio e Germania poi consigliere del primo ministro Andreotti ed ex segretario generale per la Farnesina (sempre per quella vecchia storia che non esiste il familismo e che la diplomazia premia il merito) e nel maggio del 2011 venne ripreso mentre nelle vesti di Katanga (il suo nome d’arte) si esibì con il gruppo Sottofasciasemplice a una festa di CasaPound. Fu un trionfo, non c’è che dire: rispose al saluto romano del suo pubblico fascista, bandiere nere, “camerata presente!” e quelle altre solite cose così e nelle sue canzoni urlacciava versi contro i pacifisti e i disobbedienti, tipici del Ventennio fascista.

Era già ambasciatore nel 2011 (venne ribattezzato “console fascio-rock”) a Osaka ma se è vero che il ministro di allora Frattini lo salvò il suo successore Giulio Terzi lo richiamò con effetto immediato a Roma, lo deferì alla commissione disciplinare e si ebbe la sensazione che Vattani non avrebbe più rappresentato all’estero quella Repubblica che schifava con tanto ardore. Ci furono una serie di cause con lo Stato finché l’allora direttrice generale per le risorse umane Elisabetta Belloni (oggi a capo dei Servizi segreti italiani) gli diede un incarico di coordinatore per i rapporti tra Unione Europea e Paesi dell’Asia Pacifico.

Ora il colpo di scena: Vattani riprende a sorpresa il suo ruolo di ambasciatore meritandosi un’interrogazione di 8 deputati che non hanno perso la memoria (eccola qui). Ha perfettamente ragione l’Anpi quando dice: «Mandare Vattani a Singapore è come mettere la volpe a guardia del pollaio – lo scrive il presidente Gianfranco Pagliarulo – perché a Singapore rappresenta la Repubblica, quella che nel nel famoso concerto promosso da CasaPound dieci anni fa Vattani definiva fondata sui valori “degli epuratori, della violenza, del tradimento e sulla lotta armata fatta da banditi e disertori, dinamitardi e bombaroli”»

Attendiamo curiosi la risposta.

Buon venerdì.