Pestato a sangue, il giovane della Guinea è stato rinchiuso in un Cpr. E qui si è ucciso

Ventimiglia, 9 maggio 2021. Ma poteva accadere in qualsiasi altro luogo, un normale pomeriggio di violenza razzista. Moussa Balde, 23 anni, cittadino della Guinea Conakry, era nei pressi di un supermercato quando, per ragioni ancora mai chiarite, è stato aggredito da 3 cittadini italiani armati di bastoni e di un tubo di gomma. Botte violentissime, riprese da passanti sul cellulare e che hanno fatto il giro dei social, si sente nel frame persino una signora urlare «aiuto lo ammazzano». L’arrivo delle forze dell’ordine ha permesso di soccorrere Moussa e di farlo portare in ospedale, i tre si sono giustificati in maniera poco chiara: «Voleva rubare un cellulare», «ha importunato una coppia». Fatto sta che sono stati denunciati per lesioni e, nonostante l’efferatezza dell’aggressione e la violenza con cui hanno continuato a picchiare anche quando il ragazzo era a terra, non hanno ad oggi avuto conseguenze. In altri casi il processo per direttissima sarebbe stato scontato.

Ma Mousa era anche “irregolare” e aveva ricevuto a marzo un decreto di…


L’articolo prosegue su Left del 28 maggio – 3 giugno 2021

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