Ogni volta che in Italia un primo cittadino appone una firma rischia di compiere un reato. Questo lo pone in balia delle accuse delle opposizioni. Come dimostra il caso Uggetti. Messo alla gogna, arrestato, deposto, infine assolto dopo 5 anni con formula piena

Poi un giorno con calma si riuscirà finalmente a discutere dell’architettura legislativa che rende l’essere sindaco di una città qualsiasi uno dei mestieri più pericolosi rispetto a qualsiasi altro ruolo politico. Si potrebbe capire, ad esempio, perché in Italia la classe dirigente della politica tutta molto spesso non ha esperienze (oltre che competenze) che la possano rendere autorevole.
Si potrebbe anche comprendere perché in molti (quasi tutti) preferiscano sedersi in una comoda assemblea legislativa (che sia il Parlamento o un Consiglio regionale) piuttosto che avventurarsi nell’amministrazione diretta di una città.

È passata la buriana di accuse e di commenti e ancora una volta sono scomparsi i temi che stanno dietro le vicende dell’ex sindaco di Lodi Simone Uggetti e dell’attuale sindaca di Crema Stefania Bonaldi.
Simone Uggetti si è ritrovato, dopo cinque anni, assolto con formula piena («il fatto non sussiste») per un’accusa di turbativa d’asta che in primo grado di giudizio si era conclusa con una condanna a dieci mesi di reclusione e 300 euro di multa. Le accuse incrociate della gogna che ci fu nel periodo del suo arresto (si è tanto parlato delle responsabilità del Movimento 5 stelle e della Lega di Salvini dimenticandosi che il segretario del Pd (di cui Uggetti era esponente in quel periodo) Matteo Renzi lo scaricò voracemente in poco meno di un secondo. Quelle accuse venute da ogni parte hanno oscurato un tema che invece è tutto politico: il caso dell’ex sindaco di Lodi è l’ennesimo nella storia del nostro Paese in cui un’accusa (rivelatasi infondata) porta all’arresto di un sindaco e soprattutto al capovolgimento dello scenario politico.

In una città che da sempre vedeva il centrosinistra al governo, la Lega, proprio con una campagna elettorale incentrata sull’arresto dell’ex sindaco del Pd, ha vinto le elezioni e tuttora governa la città. Non si tratta soltanto della vicenda umana di una persona ingiustamente incarcerata, ma molto più largamente si parla di una comunità che ha visto deviare la propria guida politica sulla base di accuse inconsistenti. Per alcuni giorni, con Uggetti che imperversava in tutte le televisioni, come se non fossero centinaia i casi del genere accaduti in passato, sembrava potersi accendere finalmente una riflessione complessa sul garantismo e sul delicato punto di equilibrio tra politica e magistratura, ma i…


L’articolo prosegue su Left del 25 giugno – 1 luglio 2021

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