Tutt’altro che cristallizzata, la società cubana è molto cambiata negli ultimi 25 anni. «Sono cambiati i cubani e le loro esigenze», dice la scrittrice e cooperante Carla Vitantonio che vive nell’isola e ci offre una lettura sfaccettata e complessa di quel che sta accadendo

Scrittrice e impegnata nel mondo della cooperazione, Carla Vitantonio oggi vive a Cuba, dopo aver trascorso quattro anni in Corea del Nord e due anni in Myanmar come capo missione per una Ong internazionale. L’abbiamo raggiunta via mail all’Avana per capire cosa sta accadendo nell’isola caraibica alle prese con il Covid-19 (che ha bloccato il turismo, unica vera fonte di introiti) e dove sono scoppiate fortissime proteste popolari.

Carla, per ritrovare accadimenti simili a Cuba bisogna risalire fino al lontano 1994 quando l’intero Paese era prostrato dalla gravissima crisi economica dopo la fine dell’Urss?
Gli eventi cui fai riferimento sono comunemente noti a Cuba come “El Maleconazo”, le manifestazioni di piazza che ebbero luogo nel 1994, quando la crisi provocata dal crollo del blocco sovietico era fortissima. Da allora a oggi non solo sono passati molti anni, ma sono cambiate molte cose nel Paese e nel panorama mondiale.

Una conquista democratica importante per uscire dall’isolamento è stata la possibilità di accedere al web?
L’apertura del Paese all’uso di internet negli…


L’articolo prosegue su Left del 23-29 luglio 2021

Leggilo subito online o con la nostra App
SCARICA LA COPIA DIGITALE

SOMMARIO