A colloquio con il rettore e storico dell’arte Tomaso Montanari

Paura di un rettore antifascista? È impressionante quanto inaccettabile il fuoco di fila che si è scatenato su media mainstream contro lo storico dell’arte e rettore dell’Università per stranieri di Siena, Tomaso Montanari, per il fatto che, senza negare affatto le foibe, ha osato dire che delle foibe è stata fatta una narrazione propagandistica e strumentale. Con politici conservatori ma anche alcuni, nominalmente, progressisti che sono arrivati a chiederne le dimissioni.

Professore, che succede in Italia è sempre più difficile esprimere un articolato pensiero critico?
Purtroppo vedo che in Italia ogni forma di pensiero critico e libero è massimante osteggiata. È stata molto chiara Edith Bruck in una sua recente intervista: dice che c’è troppa tolleranza verso il fascismo in Italia, che così finisce per farla da padrone. Ogni volta che ho espresso una critica radicale alla Lega o ai Fratelli d’Italia, in nome dei valori costituzionali, puntualmente è stato chiesto il mio licenziamento dall’università. Ora come prossimo rettore vengono chieste le mie dimissioni. Ricordo che l’Università è autonoma. Accadeva durante il fascismo che allontanassero i professori.

Nel programma con cui si è candidato a rettore c’è un paragrafo dedicato all’antifascismo.
Sì, non è consueto nel programma dei rettori. Dedicheremo 12 aule ai 12 professori che non…


L’intervista prosegue su Left del 3-9 settembre 2021

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