Le delocalizzazioni “selvagge” non
si combattono solo «con le sanzioni». Per garantire la «continuità produttiva servono politiche industriali e lo Stato deve aprire alla possibilità che subentrino altri soggetti», dice a Left il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. Che fa il punto anche su Green pass
sui luoghi di lavoro e Pnrr

La necessità che i lavoratori tornino in piazza. Le polemiche sul Green pass. La storica sentenza del tribunale sui licenziamenti alla Gkn. Di questo, e molto altro, abbiamo parlato con il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, a margine del convegno in occasione del 50esimo anniversario dall’omicidio del sindacalista Vasco Zappelli, organizzato dalla Cgil Lucca a Seravezza lo scorso 21 settembre.

Segretario, qual è il significato della sentenza del Tribunale di Firenze che ha revocato i licenziamenti alla Gkn di Campi Bisenzio?
Il giudice ha riconosciuto il comportamento antisindacale della Gkn, premiando la battaglia fatta dai lavoratori e dalla Fiom, che non sono stati coinvolti prima che venisse presa la decisione di chiudere lo stabilimento. La revoca dei licenziamenti è senza dubbio un primo risultato importante. Ora però si apre una nuova fase, in cui è necessario che il governo intervenga assumendosi le proprie responsabilità, non solo per evitare i licenziamenti, ma anche far ripartire l’attività produttiva.

Crede che il decreto Orlando – pensato per arginare le delocalizzazioni, ma di cui per adesso si ha solo una prima bozza – potrebbe evitare il ripetersi di situazioni del genere?
Non conosciamo il provvedimento perché non…


L’articolo prosegue su Left dell’1-8 ottobre 2021

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