“Una violazione insopportabile”. Questa è la frase che ho sentito di più in queste ore, il sentimento dei e delle militanti e delle e dei dirigenti della Cgil. In questa frase esprimono sia l’essere figlie e nipoti di Giuseppe Di Vittorio, dei nostri padri che difesero in armi le Camere del lavoro dai raid squadristi delle camicie nere, sia la convinzione che l’attacco alla Cgil, alla nostra Cgil, sia l’attacco alla casa dei lavoratori e delle lavoratrici, alla certezza e alla coerenza di stare dalla parte giusta; quella di coloro, appunto, che hanno bisogno di un luogo, di un’organizzazione che li difenda, li rappresenti, offra loro risposte e speranze.

Una casa necessaria cento anni fa e ancora oggi, perché è cambiato il lessico, ma non lo sfruttamento, non il divario di potere nei luoghi di lavoro, non il bisogno di organizzazione collettiva.

Ebbene, sabato pomeriggio abbiamo dovuto improvvisamente uscire dalle…

* L’autrice: Susanna Camusso, già segretario generale della Cgil da novembre del 2010 a gennaio del 2019, è responsabile nazionale per le politiche di genere ed internazionali della Confederazione generale italiana del lavoro


L’editoriale prosegue su Left dell’15-21 ottobre 2021

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