L’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Oms, prevede che entro il marzo del 2022 ci saranno due milioni di morti in totale per il coronavirus in Europa se non si interverrà subito. «La regione europea resta nella morsa della pandemia di Covid-19. La scorsa settimana le morti attribuite al Covid-19 sono aumentate di 4.200 al giorno, raddoppiando la cifra di 2.100 al giorno della fine di settembre. Nel frattempo la somma dei morti per coronavirus ha passato il limite del milione e mezzo nei 53 Paesi della regione. Oggi il Covid-19 è la prima causa di morte in Europa e Asia Centrale». In alcune regioni della Germania le unità di terapia intensiva sono piene e costringono il trasferimento di alcuni pazienti. Lo stesso accade in Olanda. L’Austria anticipa la terza dose del vaccino.

Lasciando perdere inutili tesi antiscientifiche (il numero di nuovi casi ha superato il picco della seconda ondata e basta buttare un occhio a Romania e Bulgaria per rendersi conto di dove saremmo senza vaccini) la sensazione (speriamo sbagliata) è che assisteremo alla quarta ondata anche del “è colpa nostra” come ciclicamente accaduto. Come è accaduto per i runner o per i padroni con cane al guinzaglio, come accaduto per “le discoteche”, come accaduto per “i giovani e la movida” ora non sarà difficile trovare qualcuno da additare per spostare le responsabilità politiche su uno scontro sociale e l’aria tiepida del governo dei migliori renderà ancora più agevole il compito.

Eppure non è colpa nostra se le scuole non sono state attrezzate in tutto questo tempo per affrontare una recrudescenza del virus. Manca completamente un serio piano di aerazione meccanizzata delle classi (siamo ancora allo stesso punto, sempre con le finestre aperte).

Non è colpa nostra se, ministro Brunetta in primis, lo smart working è stato maledettamente demonizzato per non irretire i bar sotto l’ufficio o per lisciare dirigenti che vedono fannulloni dappertutto se non li hanno sotto gli occhi.

Non è colpa nostra se in questi troppi mesi di pandemia non è stato pensato un intervento strutturale dei trasporti (per le scuole e per il lavoro) riducendosi al buonsenso dei cittadini.

Non è colpa nostra se il tracciamento è ormai un’utopia e non è stato fatto nulla per ripensarlo o almeno rafforzarlo.

Non è colpa nostra se un pezzo della politica ha incautamente raccontato il vaccino come “fine della pandemia” senza ricordare la dovuta attenzione che concorre sensibilmente all’uscita dalla pandemia.

Non sono colpa nostra le decisioni prese sempre in equilibrio con una maggioranza di governo ampissima e addirittura opposta nelle proposte per uscire dalla pandemia.

Non è colpa nostra nemmeno la percentuale di non vaccinati che non si sono lasciati convincere dall’introduzione del green pass e che probabilmente non si lasceranno convincere nemmeno dal green pass rinforzato quando l’obbligo vaccinale sarebbe stato un intervento più “lineare e consentito dalla Costituzione” come ripete da giorni il presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick.

Faremo quello che c’è da fare come impone il dovere civico di ogni cittadino ma la politica faccia la politica e prenda decisioni senza cercare sempre un capro espiatorio con il solito paternalismo.

Sperando, ovviamente, di sbagliarci.

Buon mercoledì.

 

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