Attraverso la storia della madre, arrivata in Libano dalla Germania, l’artista nel graphic novel “Marmellata con laban” racconta la guerra civile che ha lacerato il Paese dei cedri. «L’arte – dice – ci ricorda perché vogliamo vivere. Ci dà la bellezza, quando tutto il resto è mostruoso»

Un disegno è certamente fermo, forse colorato. Immaginate invece di seguire il processo creativo in movimento, dalla prima linea all’ultimo punto di colore. È proprio quello che è accaduto il 4 dicembre, uno spettacolo unico di live drawing guidato dalla mano di Lena Merhej, abilmente accompagnata dalla musica di Afif Ben Fekih. Non si erano mai incontrati prima, ma in perfetta armonia hanno dato vita a una trascinante esplosione di colori e note all’interno di Kif Kif, uno spazio multiculturale del quartiere Pigneto di Roma. L’evento ha segnato l’ultima tappa del tour del graphic novel edito da Mesogea Marmellata con laban (come mia madre è diventata libanese), che ha portato l’autrice Lena Merhej, insieme alla traduttrice Enrica Battista, in giro per l’Italia: Napoli, Palermo, Rovereto, Bologna, Pisa e infine Roma. «Penso che incontrare tutte queste persone, discutere con loro della storia (del libro) e rispondere alle domande sulla scrittura e su cosa significhi essere una scrittrice mi ha davvero fatto riflettere. Per quanto riguarda le risposte, ci sto ancora lavorando, ma penso che qualcosa stia cambiando ed è bello!», racconta l’autrice a Left dopo l’incontro romano.

Lena Merhej, classe 1977, è una illustratrice e fumettista libanese che attualmente vive a Marsiglia. Nasce come grafica, poi si interessa all’illustrazione per l’infanzia, quindi alla scrittura di storie e infine al fumetto. Ha sempre letto fumetti in francese e, a un certo punto, è nato in lei il desiderio di iniziare a scrivere, anche se in un primo momento è stato difficile proporsi, essendo sempre stata solamente un’illustratrice.
Ha elaborato il suo primo graphic novel nel 2006, durante la guerra con Israele; la storia è nata da una reale esigenza e urgenza di scrivere e ha intitolato l’opera Credo che saremo tranquilli alla prossima guerra. Nel 2007, insieme ad altri artisti, ha fondato in Libano una rivista di fumetti per adulti, Samandal, che sarà pioniera nel mondo arabo diffondendo una scena di fumetto underground indipendente. Nel 2011 pubblica il graphic novel Marmellata con laban, nel quale racconta di sua madre, tedesca, arrivata in Libano negli anni della guerra civile. Il libro è approdato in Europa nel 2018, tradotto prima in francese, poi in spagnolo e, esattamente dopo dieci anni, è arrivata la prima pubblicazione italiana a cura di Maria Rosaria Greco. La traduttrice dall’arabo Enrica Battista racconta di aver conosciuto Lena come illustratrice di libri per bambini e ragazzi, a Beirut, e di aver così iniziato a seguire la sua produzione fino alla svolta fumettistica.
Una ricca carriera quella di Lena Merhej, alla quale chiediamo come sia cambiato oggi il suo rapporto con il libro da quando è uscito in Libano: «Al tempo desideravo terminare qualcosa che…


L’articolo prosegue su Left del 17-23 dicembre 2021

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