Il maestro della fotografia Vladan Radovic si racconta nel libro intervista “Arcobaleni grigi e nuovi colori”

Vladan Radovic è oggi uno dei più influenti e innovativi autori della fotografia del cinema italiano. Il volume Arcobaleni grigi e nuovi colori, conversazione con Vladan Radovic, curato da Ludovico Cantisani per Artdigiland edizioni, ne ripercorre la carriera dagli insegnamenti del leggendario Peppino Rotunno, al Centro sperimentale di cinematografia, fino alla recentissima serie Romulus, passando per i sodalizi con Francesco Munzi, Laura Bispuri e Matteo Rovere, gli incontri con Paolo Virzì, Gianni Zanasi, Salvatore Mereu, Ruggero Dipaola, Saverio Costanzo, l’avventura nella commedia con Sydney Sibilia. Fino al Traditore di Marco Bellocchio, che Vladan ha accompagnato a Cannes nel 2019. Aspetti tecnici ed estetici della fotografia, vengono approfonditi in un vero e proprio “state of the art” del cinema italiano contemporaneo. Il libro, realizzato con il sostegno di Arri e D-Vision Movie People, sarà presentato domenica 19 dicembre alle ore 18 alla Casa del Cinema, a Roma

Radovic, come è nata l’idea di questo libro?
Ho sempre scoperto tante cose del mio lavoro attraverso i critici cinematografici. Succedeva spesso durante i festival. Il giorno dopo la proiezione con molta curiosità andavo a leggere come la critica avesse giudicato il film e quando trovavo osservazioni sulla fotografia mi rendevo conto della lettura e della potenza che poteva avere un’immagine. Quando Ludovico Cantisani, giovane critico cinematografico, mi ha proposto insieme a Silvia Tarquini, l’editrice, di fare questo libro intervista ho accettato perché sapevo che avrei scoperto le cose nuove sul mio lavoro.

Che cosa non sapeva di aver realizzato?
Io normalmente faccio la trasposizione dalle parole alle atmosfere visive ma in questo caso dovevo fare il processo inverso; descrivere il mio lavoro a parole, senza l’ausilio di luce. Mi ha fatto scoprire molte cose del mio lavoro. Le immagini che creo durante le riprese del film non sono belle se sono troppo ragionate, cerco di affidarmi all’istinto a qualcosa di non concreto e questo tipo di processo creativo mi dà dei risultati originali. Spesso questi risultati, come dicevo prima, vengono riscoperti dai critici e solo in quel momento ho un’idea chiara di…

Nella foto di Francesca Fago: Romulus Caravaggio


L’articolo prosegue su Left del 17-23 dicembre 2021

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