Mentre Ucraina e Russia trattavano un eventuale accordo per cessare il fuoco decine di persone e centinaia di feriti rimanevano per terra per gli attacchi missilistici russi sulla città di Kharkiv. Il consigliere del ministero degli interni ucraino Anton Herashchenko ha dichiarato in un post su Facebook: «Kharkiv è appena stata massicciamente attaccata dai razzi. Decine di morti e centinaia di feriti». Solo questo può bastare per stabilire la catastrofe umanitaria che si sta svolgendo. Numeri precisi non ce ne sono ma ieri il ministero ucraino comunicava che «352 civili ucraini sono stati uccisi finora durante l’invasione della Russia, inclusi 14 bambini». Il ministero ha affermato che altre 1.684 persone, inclusi 116 bambini, sono rimaste ferite.

La banca centrale russa ha aumentato i tassi di interesse al 20% dal 9,5% dopo che il rublo è precipitato fino al 40% lunedì sulla scia delle sanzioni occidentali. Amnesty International ha condannato l’uso riferito da parte della Russia di munizioni a grappolo in Ucraina. Josep Borrell, l’alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri, ha dichiarato: «A seguito della richiesta del ministro degli affari esteri ucraino, stiamo immediatamente rispondendo mobilitando il Fondo europeo per la pace per due misure di assistenza di emergenza per finanziare la fornitura di materiale letale e non letale a l’esercito ucraino. Questa è la prima volta nella storia che l’Ue fornirà attrezzature letali a un paese terzo». Fare la pace con la guerra significa tradire la natura stessa della fondazione dell’Unione Europea ma ci dicono che non è tempo per queste cose. Anzi, l’Ucraina ha formalmente presentato la domanda per entrare nell’Ue. Qualcuno ha fatto notare che accettare con procedura d’urgenza un nuovo membro in guerra con la Russia equivalga a una dichiarazione di guerra. Inutili ragionamenti, anche questi, dicono.

Ieri alcuni politici nostrani hanno applaudito la Polonia che ha aperto le porte ai rifugiati ucraini utilizzando per la prima volta in Europa la Direttiva 55 del 2001. Come fa notare Melting Pot Europa è la stessa Polonia che lascia donne, uomini e minori senza acqua né cibo nelle zone boschive al freddo, che rinchiude per mesi le persone in centri di detenzione sorvegliati chiusi privandole della propria libertà, senza poter incontrare né avvocati né attivisti. Qualche giorno fa tutti prendevano in giro Salvini che parlava di “rifugiati veri e rifugiati finti” e poi nel giro di qualche ora hanno attuato quella strategia. Ma non è tempo per disquisire di altri disperati, ci dicono.

A proposito: l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vasily Nebenzya, dice che l’invasione russa è una notizia falsa. Sembra un farsa e invece è una tragedia in bilico.

Buon martedì.

Nella foto: frame di un video su attacco missilistico a Kharkiv, Ponomarenko twitter