La Corte penale internazionale ha avviato un’indagine sui crimini commessi dall’esercito russo in Ucraina. Anche il capo del Cremlino può essere messo in stato d’accusa per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio. Ecco come funziona la giurisdizione universale

La Corte penale internazionale ha aperto una indagine per presunti crimini internazionali commessi in Ucraina. È questa la risposta che l’organo giurisdizionale che ha sede all’Aja, sta dando per individuare e poi perseguire chi è responsabile (persone fisiche, non Stati) di potenziali crimini internazionali che appartengono a tre tipologie: crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio. Mentre la guerra prosegue con la sua tragica scia di vittime e distruzioni e la diplomazia internazionale stenta a far raggiungere il cessate il fuoco e l’apertura di trattative reali, il diritto fa sentire la sua voce contro la violazione dei diritti umani.

All’iniziativa della Corte penale internazionale (Cpi) va detto, per onor di cronaca, si è aggiunta anche la proposta, che tuttavia appare un po’ irrealistica, di creare con un trattato a parte un tribunale speciale solo per il crimine di aggressione contro l’Ucraina. I primi firmatari dell’appello sottoscritto da giuristi, politici e scrittori sono l’ex premier britannico Gordon Brown e Dapo Akande, docente di Diritto internazionale all’università di Oxford.

Intanto c’è un’altra notizia relativa alla repressione giudiziale dei crimini internazionali che riguarda direttamente il nostro Paese e che non…


L’articolo prosegue su Left dell’1-8 aprile 2022 

Leggilo subito online o con la nostra App
SCARICA LA COPIA DIGITALE

SOMMARIO