Alcuni ricercatori italiani dell’Istituto nazionale di fisica nucleare sono al lavoro per realizzare un archivio con tutte le informazioni necessarie su monumenti e beni culturali del Paese aggredito. «Si potrà ricostruire ciò che è andato distrutto sotto le bombe»

Il teatro di Mariupol distrutto, la statua del duca di Richelieu protetta da sacchi sabbia nella Odessa sotto assedio. Sono immagini di alcuni beni culturali ucraini nei giorni della guerra. Secondo l’Unesco dall’inizio dell’invasione russa sono 53 i siti culturali già distrutti o danneggiati. Un salvataggio, seppure a distanza e a livello digitale, è quello che sta realizzando un team internazionale che fa capo all’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) che guida un progetto europeo che si chiama 4Ch, Competence center for the conservation of cultural heritage. «Quando è scoppiata la guerra ci siamo guardati tra di noi, dentro 4Ch, in primo luogo con i colleghi del Pin (Polo universitario Città di Prato), abbiamo cercato di capire se in Europa sarebbe partita qualche iniziativa, e qualcosa è partito, abbiamo contattato altri progetti europei e poi ci siamo detti: proviamo a vedere quello che si può fare noi per salvare la documentazione digitale dei beni culturali ucraini», dice Francesco Taccetti, ricercatore Infn e coordinatore del progetto 4Ch.

Avvisata la Commissione europea che ha dato la sua approvazione e l’ambasciata ucraina a Roma, è stata lanciata l’…

L’articolo prosegue su Left dell’8-14 aprile 2022 

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