La posizione dei 54 Paesi africani rispetto all’attacco di Putin all’Ucraina non è omogenea. Anche l’Unione africana è divisa tra chi ha solidi legami economici e strategici con l’Occidente e chi ha un debito di riconoscenza verso l’Urss che ne appoggiò le lotte di indipendenza

Dopo Gheddafi è successo a Putin. Il 7 aprile la Russia è stata sospesa dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. È la seconda volta che l’Assemblea generale dell’Onu si esprime in questo modo. La prima risale al 2011, quando il governo dell’ex uomo forte libico, Muammar al-Gheddafi, venne “espulso” dal principale organismo internazionale per i diritti umani. Creato nel 2006, il Consiglio per i diritti umani è composto da 47 Paesi eletti dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Oltre a promuovere i diritti umani, la sua missione è riesaminarne regolarmente la tutela e il rispetto nei 193 Paesi membri delle Nazioni unite. In casi eccezionali il Consiglio può convocare riunioni d’urgenza.

La guerra e la violazione dei diritti umani all’ordine del giorno
Dal 24 febbraio, giorno dell’invasione russa in Ucraina, per tre volte l’assemblea generale delle Nazioni unite ha messo la guerra all’ordine del giorno. Una è… 

 

* L’autore: Jean-Léonard Touadi è giornalista, docente universitario ed ex deputato iscritto al gruppo Pd. Autore di numerosi saggi sull’Africa, è storico curatore e conduttore della rassegna stampa africana su Radio radicale

L’articolo prosegue su Left del 15-21 aprile 2022 

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