Dopo una battaglia legale di due decenni, l’alta corte israeliana ha stabilito che circa 1000 palestinesi possono essere sfrattati da un’area della Cisgiordania: si tratta di una delle più grandi decisioni di espulsione dall’inizio dell’occupazione israeliana dei territori palestinesi nel 1967.

Circa 3mila ettari di Masafer Yatta, un’area rurale delle colline meridionali di Hebron sotto il pieno controllo israeliano e sede di diversi piccoli villaggi palestinesi, è stata designata come “zona di tiro” dallo Stato israeliano negli anni 80, da utilizzare per esercitazioni militari, in cui la presenza di civili è vietata.

Secondo le convenzioni di Ginevra relative al trattamento umanitario in guerra, è illegale espropriare la terra occupata per scopi che non vanno a beneficio delle persone che vivono lì o trasferire con la forza la popolazione locale ma Israele ha sostenuto, tuttavia, che gli abitanti del villaggio di Masafer Yatta che vivono nella zona di tiro 918, allevando animali, non erano residenti permanenti dell’area quando è stata dichiarata la zona di tiro, e quindi non hanno diritti sulla terra. Poiché la decisione dei giudici è stata unanime, non è chiaro se vi siano disponibili ulteriori canali legali israeliani per i residenti degli otto villaggi di Masafer Yatta per appellarsi.

«Abbiamo combattuto con Israele nei tribunali negli ultimi 22 anni e questo giudice ha impiegato cinque minuti per distruggere la vita di 12 villaggi e delle persone che dipendono dalla terra», ha commentato Nidal Younes, capo del consiglio del villaggio di Masafar Yatta.

Breaking the Silence, una Ong israeliana, ha dichiarato: «L’alta corte ha appena dato il via libera al più grande trasferimento di popolazione nella storia dell’occupazione dai primi anni 70. La deportazione di oltre 1.000 persone a favore dell’espansione degli insediamenti, degli avamposti e dell’addestramento dei soldati delle forze di difesa israeliane non è solo una catastrofe umanitaria che potrebbe costituire un precedente per altre comunità in tutta la Cisgiordania, ma anche un chiaro passo nell’annessione de facto dei territori palestinesi occupati e nel consolidamento del dominio militare a tempo indeterminato».

Nella foto la protesta dei residenti di Masafer Yatta (da Twitter Breaking the Silence)