Il film “Bogre” racconta, attraverso un viaggio tra Balcani e Italia, ciò che rimane della memoria e della cultura degli eretici perseguitati dai papi e dall’Inquisizione. A scrivere è il regista, tra i vincitori del premio Ostana, in programma dal 24 al 26 giugno nel borgo occitano del Piemonte

Ci sono autori di cinema che realizzano i propri film ispirati dalla cronaca, da episodi di vita vissuta, da figure o avvenimenti storici. Altri che indagano il presente, le relazioni fra gli uomini. Per il mio ultimo film Bogre – la grande eresia europea a ispirarmi è stata quella parola: bogre. La diceva mio padre, classe 1916, con cui parlavo occitano, per dire di una persona inaffidabile, bugiarda, di un povero babbeo da cui era meglio girare alla larga per non farsi imbobinare, altra parola occitana che sta per “circuire, sedurre…”. L’esplorazione delle parole ci riserva sempre delle sorprese. Ho scoperto così il vero significato di bogre, che è “bulgaro”, e ha a che fare con la più importante eresia del Medioevo in Europa. Bogomìli e Catari sono infatti i protagonisti del mio film. Bogomìli: così furono chiamati nel mondo balcanico, in particolare in Bulgaria dov’erano numerosi già nel decimo secolo, e in Bosnia. Dalla Bulgaria la predicazione bogomìla giunse in Italia, Francia, Occitania (ovvero il Midì della Francia) e nei Paesi di lingua germanica. Qui vennero chiamati Catari, che deriva dal greco e significa “puri”.

In Italia i Catari furono detti anche Patarini o Manichei; in Francia Tessitori; nelle Fiandre Pifles, in Occitania Bogre, quel bogre che sentivo dal babbo.
Era il Medioevo: fino a pochi decenni fa lo dicevano immobile e buio, mentre oggi sappiamo come le idee viaggiassero, con le merci dei mercanti, con gli eserciti delle crociate, con l’internazionale del monachesimo benedettino, con i matrimoni fra nobili, re, principi e duchi e con gli eretici.
Bogomili e Catari furono combattuti aspramente. I processi dell’Inquisizione – un’organizzazione che oggi potremmo dire di stampo staliniano e fascista – mandarono…

L’articolo prosegue su Left del 24 giugno 2022 

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