L’aperienza di inclusione promossa dal Comune calabrese sotto la guida del sindaco Mimmo Lucano necessita di risorse per poter andare avanti. Per questo motivo è stata lanciata una raccolta fondi. L’appello del presidente di A buon diritto

Si prepara «una notte buia e tempestosa»? Possibile, ma l’antica saggezza popolare che raccomanda di «non fasciarsi la testa prima di rompersela», va tenuta in conto. È opportuno, in ogni caso, prevedere un periodo di “resistenza” (mi raccomando, le virgolette!) per impedire il peggio, raccogliere le forze e organizzare pratiche politiche razionali e intelligenti. È probabile, a esempio, che il governo di centrodestra – nel caso sia questo l’esito del voto – adotti una politica per l’immigrazione particolarmente restrittiva: e ciò rende ancora più necessari iniziative in controtendenza, scelte virtuose, progetti che abbiano un segno differente, indirizzati verso l’accoglienza e l’inclusione.

Per questa ragione è importante continuare a seguire e a sostenere quello che è stato definito il “modello Riace”: una politica dell’amministrazione locale di quel Comune e di quel territorio basata sulla convivenza tra nuovi arrivati e vecchi residenti, in luoghi dove la crisi economico-sociale ha prodotto fenomeni di spopolamento e marginalità con l’abbandono di borghi e attività, di risorse e speranze.

L’operato del Comune di Riace, guidato da Mimmo Lucano, ha costituito una esperienza fondamentale – conosciuta e apprezzata in tutto il mondo – che ha dimostrato nei fatti la possibilità di un’accoglienza diffusa sul territorio e capace di creare nuove opportunità di sviluppo. La sentenza del Tribunale di Locri (13 anni di reclusione e oltre un milione di sanzioni pecuniarie) ha colpito al cuore questa storia di solidarietà e convivenza pacifica, ma non l’ha sconfitta. Oggi, a Riace, migranti, profughi e richiedenti asilo trovano ancora la possibilità di inserirsi nel tessuto sociale e di accedere al sistema dei diritti di cittadinanza.

Nel villaggio globale di Riace, in questo momento, soggiornano già oltre quaranta persone in difficoltà e altre ancora sono attese: profughi afgani, nigeriani, eritrei e di altre nazionalità. Servono fondi per la sistemazione degli alloggi, le vettovaglie, le attività di inserimento socioculturale che erano state brutalmente interrotte dalle indagini e dalla sentenza. Per questo è stata lanciata una nuova raccolta di fondi – promossa da Alex Zanotelli e Sandro Veronesi, Elena Stancanelli e Gad Lerner, Valentina Calderone e Alessandro Bergonzoni – finalizzata al pagamento delle spese che richiede, ora, subito, nell’immediato, l’importante attività di accoglienza e integrazione in corso.

Consideriamo essenziale per tutti noi la prosecuzione dell’attività di accoglienza diffusa intrapresa da Mimmo Lucano, che non vuole arrendersi alle avversità. Si tratta di un esempio di solidarietà concreta che merita il vostro aiuto. Sosteniamo il “modello Riace” contro tutte le politiche di esclusione e discriminazione.

Vi chiediamo di dare il vostro contributo, piccolo o grande che sia, inviando un bonifico a:

A Buon Diritto Onlus
Banco di Sardegna
IT73H0101503200000070779827
causale “Per Mimmo”

Nota bene: A Buon Diritto Onlus sostiene e affianca l’iniziativa mettendo a disposizione un conto corrente bancario interamente dedicato alla raccolta di fondi. Le relative sottoscrizioni non sono erogate, quindi, a favore di A Buon Diritto onlus e pertanto non godono del beneficio della deducibilità fiscale.

L’autore: Luigi Manconi è presidente e fondatore di A buon Diritto onlus 

In apertura: Riace 2018, foto di Stefano Giorgi