L’eccezionale testimonianza di Jean, nome di fantasia per tutelarlo da possibili vendette, rapito a 11 anni e costretto ad imparare a usare il fucile e a sparare da una formazione paramilitare nella Repubblica democratica del Congo. «Il più piccolo della mia ‘squadra’ aveva 7 anni, il più grande 12»
Kinshasa –Ho incontrato Jean al mercato, qualche giorno fa, vendeva patate dolci e mi ha implorato di trovargli un lavoro in Francia. Dietro gli occhi castani, un velo di paura. Gli ho chiesto di raccontarmi la sua storia e ci siamo incontrati nei pressi della chiesa dei Saveriani, a Panzi, dove c’è un oratorio: «Lì…