La legge di Bilancio ha scritto aumenti ordinari, automatici, programmati. Invisibili singolarmente, pesanti quando si sommano

Nel 2026 il carrello della spesa, il pieno di carburante, la polizza auto e perfino il pacchetto di sigarette costeranno di più. Non c’è stata una crisi improvvisa e nemmeno uno shock esterno. Accade per una scelta politica precisa: rinviare oggi, scaricare domani. La legge di Bilancio ha scritto aumenti ordinari, automatici, programmati. Invisibili singolarmente, pesanti quando si sommano.

Il gasolio salirà per la rimodulazione delle accise, colpendo pendolari e lavoratori che già pagano il prezzo più alto della mobilità. Le autostrade adegueranno i pedaggi, con rincari diffusi e qualche punta più alta sulle tratte strategiche. Le assicurazioni aumenteranno attraverso la tassazione sulle garanzie accessorie, trasformando una tutela in un lusso mascherato. Il fumo e le sigarette elettroniche diventeranno più care per scelta fiscale, mentre lo Stato incasserà e si dirà virtuoso.

Il filo che lega tutto è la prevedibilità. Nulla è emergenziale. Tutto era noto, tutto è stato rinviato. Il governo ha scelto di non dire la verità oggi per evitare il costo politico, caricando il conto sul 2026. È una strategia che protegge i saldi di bilancio e lascia scoperti i bilanci familiari. I redditi restano fermi, le tariffe salgono. La propaganda parla di stabilità, la realtà consegna un’inflazione quotidiana, fatta di centesimi che diventano euro.

Così l’anno nuovo si aprirà con una certezza: pagheranno sempre gli stessi. Senza annunci roboanti, senza titoli allarmistici. Solo con una normalità più cara. E con un governo che potrà dire di non avere aumentato nulla, mentre avrà aumentato quasi tutto.

Buon venerdì.

Foto Gov

Giulio Cavalli
Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.