È giusto importante scrivere dell’aggressione statunitense in termini di Diritto e di politica internazionale pura, perché per ambedue i campi si tratta di uno spartiacque. Ma è giusto farlo anche dal punto di vista delle immagini e dell’impatto geopolitico di queste immagini. Gli Stati Uniti sono il Paese che ha più volte e con più disprezzo calpestato il Diritto internazionale a partire dal 1945. Questa volta, in Venezuela, è bene notarlo, lo hanno fatto con un’estrema sfrontatezza e hanno utilizzato questo atto di arroganza per giustificare i futuri. Si tratta di un diabolico atto di violenza autoreferenziale. Con questo atto si mette la parola fine sul “senso” del Diritto internazionale e sulla sua malconcia immagine. Il mondo è cambiato.
Ma questo show, questo grottesco Grand-Guignol dell’arroganza spregiudicata e dello spregiudicato sprezzo del Diritto deve essere esaminato sino in fondo e soprattutto nelle sue immagini più spettacolari per essere compreso.Una di queste immagini è una premessa. Il Ministro degli esteri di uno dei migliori alleati degli Stati Uniti (l’Italia) che qualche tempo fa ha pronunciato una frase chiara e netta: “Il Diritto internazionale conta fino a un certo punto”. Questa frase è il programma di ciò che ci attende. Da ora in poi il Diritto internazionale non conta più. Se non conta più niente il Diritto internazionale però conta la forza, e l’Italia, sicuro, non è fra i più forti. E questo Paese non riuscirà a colmare un tale gap militare neanche trasformando la propria economia in economia di guerra per i prossimi 50 anni e neanche azzerando le spese per sanità, istruzione e formazione. Il Diritto internazionale basato sugli equilibri sottili e a volte nevrotici, diciamocelo, delle Nazioni Unite era servito a salvare una manciata di volte il mondo dalla guerra. Se, come dice Tajani, questo conta fino ad un certo punto, prepariamoci alla guerra, anzi, alle guerre. Un’altra immagine è l’arrivo di Maduro accerchiato da poliziotti a New York, come un capo-mafia in una scena grottesca. Il messaggio per i Capi di Stato è chiaro. Se obbedisci all’interesse economico statunitense puoi andare bene, se non obbedisci questo è ciò che ti aspetta. Trump e Marco Rubio lo hanno detto: si prepari Cuba intanto. Trump, come ci ricorda anche la BBC, ha affermato che le compagnie americane adesso entreranno in controllo del petrolio venezuelano (è questo il motivo della rimozione di Maduro).
Per quanto concerne poi i successori dei rimossi ci si deve pensare, intanto hanno arrestato i capi, poi vedranno che fare, lo ha espressamente detto Rubio: «È una politica in divenire». A questa esposizione pessimista si può certo obiettare che gli USA lo hanno sempre fatto, gettando il Sud est asiatico nel caos con l’attacco al Vietnam o disintegrando l’Afghanistan e l’Iraq per poi restituire il primo ai talebani e regalando il Medio Oriente al sedicente Stato islamico (nel secondo caso), ad esempio. Questo è chiarito nelle prime righe di questo contributo, tuttavia la novità che dovrebbe spaventare è che da ora in poi è tutto fatto in maniera sfrontata e tutto utilizzato come monito. E anche il fatto di decapitare Paesi e solo dopo pensare a chi metterne a capo, meccanismo che qui in occidente si liquida spesso con regime change, è fatto apertamente e, anzi, serve ad ammonire eventuali disallineati.
Insomma, il modus operandi è quello di un’organizzazione criminale.Un’altra immagine che dovrebbe spaventare è la reazione europea: Kaja Kallas nel comunicato ufficiale come Alta rappresentante si preoccupa di condannare Maduro ma non spende una parola sul modo in cui l’azione diretta è avvenuta. Il fatto che l’Unione europea liquidi con un freddo comunicato stampa di condanna a Maduro l’arresto e la deportazione di Maduro stesso è la pietra tombale su un progetto di transizione democratica che l’Unione aveva intrapreso inviando persino alcune missioni di osservazione elettorale (tre missioni che in pochi adesso si ricordano). Forse questo è il segno dei tempi. Ma se questo è il segno dei tempi è anche il segno che la Groenlandia deve prepararsi a diventare americana, in fretta, molto in fretta. Poi vanno valutate e meditate le immagini di chi una reazione ce l’ha avuta, non come l’Unione europea. La Russia, tramite Medvedev ha dichiarato che l’aggressione di Trump è certamente illegittima ma coerente dal punto di vista dell’interesse USA dal punto di vista internazionale. Teniamo a mente questa immagine adesso, e teniamo a mente la parola coerente. La Russia farà qualcosa di molto coerente con il suo interesse in Ucraina e forse anche nei Paesi baltici molto presto, dal momento che “il Diritto internazionale conta fino a un certo punto”.
Poi la Cina, la cui diplomazia è sempre molto sottile e di gran lunga più professionale e preparata di quella europea. L’immagine della Cina è quella di una moneta (con due facce): testa, un comunicato ben preciso che appare sulla stragrande maggioranza dei canali ufficiali e che richiama alla Carta delle Nazioni Unite, croce l’ingiunzione del Ministro degli esteri cinese (apparsa sul sito del Ministero degli esteri e su fonti Reuters) che chiede il rilascio di Maduro e la soluzione diplomatica della controversia. Una dichiarazione politica e una dichiarazione tecnica diplomatica, precise nette e informate, a differenza della confusione fatta da molti Paesi europei come l’Italia, dove la Presidenza del consiglio dei ministri si è lanciata in comunicati imbarazzanti di appoggio diplomatico incondizionato a Trump. La Cina emerge come un Paese responsabile e organizzato, un Paese che dovrà condurre la politica internazionale in un mondo dove il Diritto internazionale, in passato tanto caro agli occidentali, “conterà fino a un certo punto”. Maduro, vale la pena di chiarirlo, è certamente colpevole. È colpevole dal punto di vista politico per aver negato al Paese una transizione di élites, per aver stabilito un regime e, con ogni evidenza, per averlo organizzato in maniera criminale. Maduro è probabilmente colpevole di reati anche legati al crimine internazionale.
I complici degli Stati Uniti però, più che gli Stati Uniti, sono colpevoli di affossare il Diritto internazionale al solo fine di supportare l’interesse dell’élite al potere negli USA (e non l’interesse nazionale degli USA stessi) e di consegnare il mondo in mano alla geopolitica della forza. Seppellire il Diritto internazionale e dare campo al puro interesse geopolitico delle élites forti può portare probabilmente a catastrofi internazionali e certamente ad una logica degli equilibri del più forte sul più debole. Questa verrà messa in atto da parte di tutti però, non solo degli Stati Uniti e dei loro alleati. Infine un’immagine forse un po’ grottesca e forse un po’ ilare, che però preferisco non commentare. L’ambasciatore italiano a Caracas che non afferma altro (o poco più) che: “Suggeriamo di evitare assembramenti e spostamenti non necessari, ma si può uscire di casa”. Più o meno come diceva il TG alla fine del Covid… E poi il sito dell’Ambasciata italiana a Caracas che è il riferimento dei nostri connazionali in Venezuela, il cui ultimo post (al 5 gennaio) è dell’11 dicembre e ci parla del modello culturale della cucina italiana. Ecco: il grottesco è anche questo.




