Questo è un libro che racconta molte verità, tutte un po’ oscurate nel dibattito pubblico. La guerra della finanza. Trump e la fine del capitalismo globale (Laterza) di Alessandro Volpi narra le vicende e i protagonisti dello scontro durissimo che sta avendo luogo nel capitalismo contemporaneo, divampato in modo dirompente dopo la seconda elezione di Donald Trump, che va ben oltre i confini degli Stati Uniti, coinvolgendo il sistema capitalistico di tutto l’Occidente. È una ricostruzione avvincente, in cui si mostra come due fronti opposti del capitalismo finanziario stiano «venendo alle mani»: quello che tradizionalmente gestisce il risparmio privato e controlla molte grandi società globali, a cominciare dalle big tech, che è in buoni rapporti con governi e banche centrali, al cui apice si trovano oggi le Big Three - Black Rock, Vanguard e State Street - e quella dei capitalisti più di frangia, gestori di hedge fund, «scommettitori d’assalto», sostenitori del private equity e fautori delle criptovalute - come Peter Thiel e Paul Atkins - che ha deciso di “puntare” su Trump e sulle destre estreme in Europa, storicamente fuori dall’establishment. Questo capitalismo, che vede negli alti tassi e nelle regole applicate al risparmio privato un limite alla possibilità di speculazioni, che non sopporta le norme stringenti sulle criptovalute e che vorrebbe così mano libera sui mercati, ha trovato in Trump un campione. Costui, infatti, assieme ai suoi uomini chiave, è ben conscio che la scommessa si gioca tutta sulla gigantesca bolla finanziaria che si è gonfiata e che non deve scoppiare per non travolgere l’economia statunitense ma la vuole sfruttare per rilanciare la sua leadership “monarchica” e autoritaria. E non è un caso che tanto Trump che i suoi “alleati” europei convergano su posizioni politiche di destra, anche perché tanto le Big Three che il grande capitalismo americano sono tradizionalmente sostenitori dei democratici Usa e dei partiti liberal-democratici in Europa, ovvero all’establishment economico-politico occidentale. Anche la seconda Per continuare la lettura dell'articolo abbonati alla rivistaQuesto articolo è riservato agli abbonati
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Il capitalismo contro se stesso
Tra grandi fondi in competizione, criptovalute, corsa agli armamenti e dazi Usa, l’Europa è divenuta un campo di battaglia del gotha del neoliberismo. Così la guerra finanziaria divide l’Occidente



