È il 4 aprile del 1978 su Rai 2 viene trasmesso, per la prima volta, un cartone animato dal nome Ufo Robot Goldrake, con protagonista un enorme robot che approda sulla Terra in fuga dal suo pianeta, il pianeta Fleed, invaso e distrutto dalle armate del re Vega. Iniziò in Italia l’era degli anime: cartoni animati giapponesi che fecero il loro ingresso negli anni Settanta e pian piano si diffusero talmente tanto che si arrivò a parlare di una «pacifica invasione».
Dalle reti Rai cominciarono ad andare in onda anche sulle reti private, diventando un fenomeno di proporzioni e numeri incredibili. Nomi come Lady Oscar, Candy Candy, Holly e Benji, Dolce Remì, Heidi, Mila e Shiro, Lupin III, Memole dolce Memole e tanti altri - trasmessi nelle ore pomeridiane e dedicati a un pubblico di giovani e giovanissimi - ebbero subito molto seguito. I bambini e i ragazzi infatti se ne innamorarono immediatamente.
Gli anime, termine che deriva dall’inglese animation, sono le animazioni di fumetti giapponesi conosciuti col nome di manga, che letteralmente vuol dire “immagini libere”. Si tratta di una forma artistica antichissima che comprende quindi due prodotti: uno cartaceo, il fumetto, e l’altro televisivo, cioè la trasposizione su schermo del manga. È da poco uscito nelle librerie un saggio edito dalla casa editrice L’Asino d’oro dal titolo L’onda giapponese. Come manga e anime hanno conquistato gli adolescenti. Il volume racconta la storia e l’origine di questa forma artistica e indaga, anche attraverso numerose interviste a esperti della materia e agli adolescenti Per continuare la lettura dell'articolo abbonati alla rivistaQuesto articolo è riservato agli abbonati
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