Tajani voleva descrivere il centrodestra e ci è riuscito

«A mio figlio dico: scegli la seconda», ha detto venerdì a Formello, sul palco di Itaca, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani (FI), e la seconda è la ragazza meno appariscente, buona madre di famiglia, con la gonna più lunga di quella che cambia fidanzati e mette qualche cornetto. Voleva descrivere il centrodestra e ci è riuscito.

Del resto la scuola dei padri ai giovani italiani è lunga. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara (Lega) nel 2022 inneggiava all’umiliazione che fa crescere, nel 2024 alla presentazione della Fondazione Giulia Cecchettin datava al 1975 la fine del patriarcato, almeno per legge, e a giugno ha incassato la legge che toglie l’educazione sessuo-affettiva alle elementari e ancorandola al permesso dei genitori. Ah, la modernità. Il presidente del Senato Ignazio La Russa (FdI) nel 2023 difendeva il figlio denunciato per violenza sessuale scrivendo che la ragazza “aveva consumato cocaina”.

Chissà che ne pensano i figli di Berlusconi, Marina e Pier Silvio, che da una vita provano a sembrare moderni e sono la cultura padronale fatta partito: lei sui diritti si sente vicina alla “sinistra di buon senso” perché “ognuno deve essere libero di scegliere”, lui a Tajani chiedeva facce nuove nel partito del padre. Eccola, la modernità: il padre che sceglie per il figlio la ragazza con la gonna più lunga.

Per l’Istat il 23,5% dei ragazzi fra 14 e 19 anni pensa che una ragazza possa provocare una violenza sessuale per come si veste. Il 18,9% la ritiene in parte responsabile se era ubriaca o drogata. La gonna di Tajani e la cocaina di La Russa, insomma. E poi ci stupiamo dei giovani maschi italiani?

Buon lunedì.

Giulio Cavalli
Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.