Il destino adesso dipende dalla famiglia sua

Alla Camera, il 25 ottobre 2022, Giorgia Meloni chiedeva la fiducia promettendo guerra a una società in cui «il tuo destino è segnato dalla famiglia di provenienza o dalle amicizie che hai». Promessa mantenuta, a modo suo: il destino adesso dipende dalla famiglia sua.

L’allora cognato Francesco Lollobrigida fatto ministro. Geronimo La Russa, primogenito del presidente del Senato, piazzato dal ministero nel cda del Piccolo di Milano. Gabriella Alemanno, sorella di Gianni, alla Consob, e la moglie del viceministro Edmondo Cirielli a capo delle emergenze sanitarie del ministero della Salute, che almeno in caso di pandemia ci tiene tutti in famiglia.

Poi c’è la corte, dove trovi Beatrice Venezi dalla consulenza di Gennaro Sangiuliano alla Fenice, Pino Insegno su Rai2, Claudia Conte che racconta una relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e intanto conduce su Radio1, Paolo Petrecca a RaiSport fino alla sera in cui ha scambiato la presidente del Cio per la figlia di Mattarella. E Sangiuliano stesso, dimesso per il caso Boccia e rispedito a guidare la sede Rai di Parigi, da dove è ripartito capolista di Fratelli d’Italia in Campania. Ultimo arrivato Domenico Vacca, lo stilista che veste il ministro della Cultura Alessandro Giuli, ora suo consulente per il cinema a titolo gratuito, ci tiene a precisare il ministero. È la nomina più onesta di tutte, perché un governo che i posti li taglia addosso alla persona prima o poi il sarto doveva nominarlo: qui il curriculum si prende a misura e chi sbaglia cade verso l’alto, con la giacca appena stirata.

Buon martedì.