Politica, tv e scuola: così le classi dirigenti hanno preparato il terreno culturale a Wanna Marchi

Stefania Nobile ha ragione, e fa pure un po’ rabbia doverlo ammettere. Nel video in cui risponde a chi si indigna per il “Premio internazionale della cultura” ritirato con la madre Wanna Marchi nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, liquida Pirandello e recita la sua definizione dei manuali: la cultura è ciò che un gruppo umano apprende e trasmette. Appunto. E chi ce l’ha insegnata, la cultura che oggi ci passiamo di mano?

Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, per dire, allo Strega 2023 votò i finalisti e poi in diretta promise che avrebbe provato a leggerli. Intanto il governo del ministro cancellava i 500 euro che la 18app dava ai diciottenni per la cultura. Sulla scuola siamo ultimi in Europa per quota di spesa pubblica, parola della relazione della Commissione europea.

Gli imprenditori, del resto, ci avevano pensato prima: sull’American Economic Review Ruben Durante, Paolo Pinotti e Andrea Tesei hanno dimostrato che chi da bambino è cresciuto con la tv commerciale di Silvio Berlusconi, imprenditore prima che premier, è diventato un adulto meno attrezzato cognitivamente e più esposto al populismo. E i media che oggi si stracciano le vesti? Nel 2017 la tv aveva già messo Wanna Marchi e la figlia nel cast dell’Isola dei famosi, poi Netflix le ha rilanciate con una serie, e Stefania Nobile lo spiega benissimo: più se ne parla, più si sale. Per l’Ocse il 35% degli adulti si ferma ai testi brevi. Il premio quindi è giusto, anzi esatto: hanno scritto un ricettario dove niente si pesa, applaudito sotto i busti dei grandi letterati, che almeno loro hanno la scusa di essere di marmo.

Buon mercoledì.

Elaborazione nostra su foto di Jason Leung su Unsplash