Morto il whistleblower Simon Andriesz: aveva denunciato i legami tra Epstein e il segretario del Commercio Usa, Lutnick

Tre lettere: HWL, Howard William Lutnick, segretario al Commercio degli Stati Uniti d’America nella seconda amministrazione Trump dal 21 febbraio 2025. Quando a gennaio il Dipartimento di Giustizia ha pubblicato i milioni di file su Jeffrey Epstein, gli altri cercavano il cognome, mentre Simon Andriesz, britannico, ex managing director di BGC Partners, società di Lutnick, sapeva che lì i capi si scrivevano con le iniziali e ha trovato le email del 2018 in cui Epstein chiedeva a HWL come andasse Adfin, società pubblicitaria dove avevano investito entrambi.

Ha passato tutto alla commissione di vigilanza della Camera prima che Lutnick deponesse, a maggio. Ci aveva già provato con l’FBI nel 2020 e nel 2021, e alla BBC si lamentava che non interessasse a nessuno. Licenziato nel 2017 dopo aver segnalato irregolarità contabili, raccontava che le ritorsioni gli avevano tolto carriera, soldi e salute. Nell’ultimo post su X definiva devastanti per sé e per la famiglia le conseguenze della denuncia e prometteva altre prove. Secondo The Banker si è tolto la vita, a 57 anni.

Lutnick intanto, l’anno scorso, in un podcast raccontava di aver deciso nel 2005 di non stare mai più nella stessa stanza con Epstein, nemmeno per affari. A febbraio, al Senato, ha ammesso un pranzo di un’ora sull’isola nel 2012, con moglie e figli, e il 28 dicembre, a pranzo ampiamente digerito, i due firmavano un documento sulle quote di Adfin. «Non avevo alcuna relazione con lui», ha detto. Nessuno gli contesta reati e infatti resta al suo posto: mercoledì una foto ripresa da Raw Story lo mostrava nello Studio Ovale a guardare Donald Trump che parlava, con l’aria di chi ha sempre indovinato la stanza giusta.

Buon martedì.