“Intollerabile invadenza”, così Giorgia Meloni l’anno scorso accusava la Corte dei conti che le negava il visto sul Ponte sullo Stretto e la cura avrebbe dovuto essere la riforma della giustizia, quella che a marzo gli italiani le hanno respinto con il 53,7% di No, dopo che la Corte costituzionale con la sentenza 192/2024 le aveva già smontato l’autonomia differenziata. Per questo governo la Costituzione è un vigile molesto, insomma, da scansare appena si volta.
Venerdì è stata firmata la legge elettorale e la corsa al 2027 è partita, quindi a chi cerca un programma davvero innovativo suggerisco un testo di 139 articoli, in Gazzetta Ufficiale dal 27 dicembre 1947, che si applica rovesciando i loro quattro anni. Si chiama Costituzione italiana. Articolo 3 sulla pari dignità senza distinzione di razza: un ministro, Francesco Lollobrigida, agitava la “sostituzione etnica” mentre il reddito di cittadinanza veniva smontato e i poveri assoluti restavano 5,7 milioni per l’Istituto nazionale di statistica. Articolo 36: il salario minimo l’hanno sepolto in una delega, che è il modo educato di dire mai, con 2,5 milioni di occupati a rischio povertà. Articolo 32: nel 2024 hanno rinunciato a curarsi 5,8 milioni di persone, conta la fondazione Gimbe.
Articolo 53: la premier che a Catania paragonava al pizzo i controlli sul piccolo commerciante ha firmato una rottamazione dopo l’altra. Articoli 27 e 21: 91 suicidi in carcere nel 2024 per Antigone, 56° posto per Reporters sans frontières. Il programma insomma è l’esatto contrario di tutto questo e costa meno di un ponte, anche se loro, ovviamente, la Costituzione la chiameranno “invadenza2.
Buon lunedì.
In apertura, il disegno di Marilena Nardi per la copertina di Left – luglio 2026 “Le vite degli altri”
Sommario: La Costituzione impegna la Repubblica a rimuovere ogni ostacolo al pieno sviluppo della persona umana. Ma per bambini, donne, studenti, lavoratori e immigrati il governo Meloni fa l’opposto: restringe diritti, impoverisce welfare e lavoro, aumenta le disiguaglianze. Analisi e dati che smentiscono i risultati propagandati dalla destra – Link per approfondire




