Ha i colori della farsa ed è uno dei punti più bassi della Repubblica dopo il fascismo, per il degrado dell’etica pubblica e per violenza. Ieri il ministro della Giustizia Carlo Nordio, suadente, ha spiegato a Sky Tg24 che servono più celle per i ragazzini perché «arresti massicci» di minori non si erano mai visti, e che magari ai minorenni si daranno pezzi di carceri per adulti.
Un Guardasigilli diventato inseminatore di vendette. Il bersaglio ha 11 anni, non è imputabile, i carabinieri l’hanno identificato a scuola e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi l’ha raccontato come un «arrestato», mentre Giorgia Meloni lo citava nel video sul decreto. Il giornalismo, attaccato alla coda del governo, ci ha aggiunto la classe, il quartiere, l’altezza e il colore degli occhi, proprio i dettagli che la Carta di Treviso chiede di evitare. Insomma un bambino con le cinture rubate al collo è diventato il manifesto di tutti i violenti d’Italia. «Definisci bambino», si sentì in tv nei giorni in cui una commissione d’inchiesta dell’Onu concludeva che a Gaza era in corso un genocidio: ci siamo arrivati anche qui, con la stessa bava di una politica che vorrebbe vietare i social agli under 14 e intanto ne copia le movenze da latrina.
Non so come racconteremo che un giovedì di fine ottobre Mangiafuoco è diventato la nostra guida morale. So due cose, però: nella caccia al bambino finirà per forza il figlio di qualcuno che non abita in periferia, il figlio di chi si è sentito satollo davanti a questa caccia ai bambini, e quel genitore una mattina vedrà i segni delle dita sulla faccia di suo figlio. E la seconda: questa storia avrà un epilogo tragico.
Buon venerdì.




