In rapporto con i movimenti, ma anche con le giovanili di altri partiti di sinistra, il coordinatore della giovanile di Rifondazione comunista Edoardo Casati (classe 2003) pensa che oggi sia importante costruire reti a livello nazionale, ma anche continuare a fare politica sul territorio. «È fondamentale, dice, per capire davvero i problemi delle persone» (già sindaco dei ragazzi a Vigevano nel 2018 si è candidato alle comunali dove è stato il sesto più votato tra tutti gli schieramenti).
All’interno dei partiti, le giovanili rappresentano spesso la parte più innovativa e più svincolata dalle rigide logiche di partito. Ed è interessante scoprire che forse più dei loro rispettivi segretari di partito riescono a costruire ponti. «Le relazioni con l’esterno sono importanti, penso che ci sia un comune denominatore generazionale con le realtà giovanili di altre forze», racconta Casati a Left. «Mi accorgo che ci avvicina il tentativo di risvegliare su alcuni temi la sensibilità nei rispettivi partiti. Di recente ci siamo incontrati con Udu e con il Network giovani del M5s, per piantare le tende in piazza del Popolo contro il caro-affitti. È stato un lavoro che ha portato anche una nota comune con altre realtà progressiste e di sinistra. Ci si impegna, nel rispetto delle differenze fra i vari partiti, per fare in modo che il tema dell’abitare diventi priorità per i nostri partiti». E aggiunge: «Ci siamo riconosciuti in una comune critica al governo che ha destinato fondi agli studentati, per poi darli in gestione a privati che li rendono accessibili a costi insostenibili. Abbiamo dimostrato ancora l’indipendenza delle organizzazioni giovanili dai partiti e la voglia di esserne avanguardia». Edoardo Casati




