Li vedete i leghisti che si accapigliano sui tagli alla scuola, con Matteo Salvini che martedì giura – «No, io non ne sapevo niente» – mentre la manovra porta la firma del suo ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e i 6.974 posti in meno colpiscono il ministero del suo Giuseppe Valditara, che, poveretto, sarebbe rimasto sorpreso pure lui, stesso governo e addirittura stesso partito? La sentite la litania, con Giorgetti che avverte che «la coperta è corta» e i giornali che si strizzano per convincerci a stringere la cinghia aspettando che passi la buriana?
Ecco, memorizzate la manfrina e aprite le tabelle della legge di Bilancio 2027, quella “senza soldi”, dove secondo l’Osservatorio Mil€x la spesa militare diretta tocca 40.044 milioni di euro, il 18% in più in dodici mesi e un nuovo record storico. Il solo ministero della Difesa passa da 32,4 a 38,8 miliardi. I nuovi armamenti salgono a 17,2 miliardi, quattro in più del 2026 per i calcoli di Mil€x, sedici volte i 251,7 milioni l’anno che a regime il governo risparmia togliendo cattedre e bidelli.
E l’Europa “cattiva”? La Commissione europea a ottobre ha approvato la clausola di salvaguardia nazionale, lo sforamento che su domanda di Palazzo Chigi vale 4,5 miliardi per la difesa: per le armi la flessibilità è arrivata puntuale, alla scuola è toccata la forbice. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni il 28 ottobre, col vicepremier seduto accanto a illustrarla, rivendicava di non aver «dato risorse a pioggia». Infatti è una grandinata, tutta sulla stessa caserma.
Buon venerdì.




