Ricapitoliamo. L’Unione europea che vuole armarsi fino ai denti perché vuole potersi difendere dai satrapi del mondo ha come nemico principale non quello di Mosca ma quello di Washington, che vuole mangiarsi un pezzo di Europa.
Quella di Trump non è una guerra ibrida, i suoi fiancheggiatori non vengono additati come nemici della patria. Anzi, gli amici dell’imperialista a stelle strisce sono considerati fondamentali (va letto scandendo tutte le sillabe) a Bruxelles. Benissimo.
L’autocrate dell’America del Nord vorrebbe prendersi la Groenlandia con gli unici strumenti che sa usare per fare politica: i soldi e le armi. Poiché è un inetto nelle relazioni internazionali sta pensando di oliare la sua follia punendo chiunque sia ostile al suo desiderio. Ovvero vuole punire con dazi l’Unione europea.
Sarebbe naturale credere che almeno ci potrebbero tornare utili tutte queste armi. I bellicisti vogliono convincerci da mesi che avere i magazzini pieni di missili ci metta al riparo da qualsivoglia matto. È il potere della deterrenza, dicono. Solo che qui il potere della deterrenza conta come il due di picche, quando la briscola è cuori.
Allora verrebbe da pensare che ci difenderà la Nato, quella stessa Nato che impone di svuotare scuole, sanità, pensioni e welfare per avere tutti il nostro caccia bombardiere di cittadinanza. Ma il capo della Nato è il nostro potenziale conquistatore. Quindi niente.
Non avremmo potuto scrivere un copione migliore per evidenziare la cretineria di certe scelte. Sta tutto qui, sotto i nostri occhi.
Buon lunedì.
Foto di Chip Vincent su Unsplash




