Nei documenti di presentazione del board non compaiono rappresentanti eletti di Gaza, né membri dell’Autorità nazionale palestinese, né esponenti della società civile palestinese

Il Board of Peace per Gaza viene annunciato a Washington e raccontato come struttura di transizione. A presiederlo è Donald Trump, che nel suo primo mandato ha riconosciuto Gerusalemme capitale di Israele, ha interrotto i finanziamenti statunitensi all’UNRWA e ha escluso i palestinesi da ogni canale negoziale formale. Con lui siede Jared Kushner, autore degli Accordi di Abramo e promotore di una normalizzazione regionale senza Stato palestinese, oggi gestore di un fondo privato sostenuto da capitali sovrani del Golfo.

Nel board compare Tony Blair, capo del governo britannico durante l’intervento militare in Iraq del 2003; nel 2016 l’Iraq Inquiry presieduta da John Chilcot ha stabilito che l’intelligence sulle armi di distruzione di massa fu presentata con una certezza non giustificata e che le alternative pacifiche non erano state esaurite, rilievi riconosciuti dallo stesso Blair. La gestione economica è affidata a Marc Rowan, amministratore delegato di Apollo Global Management, fondo specializzato in acquisizioni e ristrutturazioni di asset in contesti di crisi.

Tra gli invitati politici è indicato Vladimir Putin, colpito da un mandato di arresto internazionale emesso nel marzo 2023 dalla Corte penale internazionale per la deportazione illegale di minori ucraini. Resta centrale Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, destinatario di una richiesta di arresto della CPI per crimini di guerra e crimini contro l’umanità legati alle operazioni militari a Gaza.

Nei documenti di presentazione del board non compaiono rappresentanti eletti di Gaza, né membri dell’Autorità nazionale palestinese, né esponenti della società civile palestinese. Gaza è indicata come territorio di intervento. L’elenco dei nomi è pubblico. I precedenti anche.

Buon martedì.

Immagine IA