Le carte d’archivio di un giornalista hanno restituito un frammento di memoria che rappresenta un importante strumento per la ricerca storica e culturale in Italia alla metà degli anni Ottanta. Si tratta del carteggio tra Massimo Fagioli, psichiatra romano autore della Teoria della nascita, ed Enzo Forcella, ritrovato presso l’Archivio centrale dello Stato dove è conservato il Fondo del giornalista scomparso nel 1999. Dopo quarant’anni, quel dialogo a distanza intercorso tra il 1986 e il 1987 colpisce per l’intensità e il profondo interesse con cui lo psichiatra presenta a Forcella idee e proposizioni di ricerca che testimoniano la sua lunga lotta culturale nei confronti di ideologie che codificano l’impossibilità di una cura della malattia mentale e quindi di una trasformazione. Leggere il carteggio, inoltre, fa molto riflettere perché i temi affrontati nella corrispondenza sono ancora drammaticamente attuali. Si parla, appunto, di cura della malattia mentale, della formazione degli psicoterapeuti, della “truffa culturale” della psicoanalisi, del ruolo dei mass media. Da una parte, ricordiamo, c’è Fagioli che negli anni Settanta con la trilogia iniziata con Istinto di morte e conoscenza aveva scardinato il freudismo e che da dieci anni, allora, nel 1986, conduceva l’Analisi collettiva frequentata da centinaia di persone, fenomeno unico di psicoterapia di gruppo conclusasi nel 2016, poco prima della sua scomparsa, avvenuta a febbraio 2017. Dall’altra parte c’è Enzo Forcella, un giornalista che aveva scritto per Il Mondo di Pannunzio, La Stampa, Il Giorno, mantenendo sempre una forte indipendenza di pensiero e che nel 1986 era collaboratore di spicco de la Repubblica nonché direttore di Rai Radio 3 dove dal 1976 aveva portato innovazioni importanti come il programma Prima pagina. Nel libro Caro Forcella. Caro Fagioli. Un carteggio inedito su psichiatria e giornalismo (a cura di chi scrive) in uscita per L’Asino d’oro edizioni si possono leggere le lettere dello psichiatra e le minute di risposta del giornalista accompagnate da saggi di autori che ne approfondiscono i temi, con uno sguardo più ampio sui contenuti del dibattito scientifico in corso, sul clima politico e culturale del tempo, sulla storia dell’Analisi collettiva e su come i mass media si erano mossi in questo contesto. Carlo Anzilotti, psichiatra e psicoterapeuta, docente presso la scuola di psicoterapia dinamica Bios Psichè, guida il lettore lungo tutta la corrispondenza, ricostruendone i passaggi, da cui emergono tra l’altro le affascinanti proposizioni di Fagioli sulla relazione terapeutica.
Allo stesso tempo Anzilotti, con opportuni approfondimenti storici, chiarisce gli argomenti di carattere psichiatrico che compaiono nelle lettere: dalla legge Ossicini (approvata solo nel 1989) che tra i suoi obiettivi Per continuare la lettura dell'articolo abbonati alla rivistaQuesto articolo è riservato agli abbonati
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