#primomaggio

La classe operaia va in paradiso

L’artigiano San Giuseppe è il personaggio ideale tramite cui, senza alcuna distinzione di razza, di genere o di religione rendere omaggio alla classe operaia tutta. Quella classe operaia che, attraverso sforzi, lotte e sacrifici biblici, ha costruito gli strumenti, i mezzi e le condizioni per la realizzazione della nostra società civile con i suoi diritti e con i suoi doveri.

Primo Maggio a Milano, le due facce di #NoExpo

Il Primo maggio di Milano è passato alle cronache per una scia di danni, esplosi a ondate nel cuore della città, fra corso Magenta e via Monte Rosa. A sfilare sono stati però, in grandissima parte, donne e uomini abituati a misurarsi con il precariato e impegnati a costruire percorsi politici e sociali alternativi.
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“Insieme siamo più forti”. Questo è il Primo maggio di Taranto

Questo è il Primo maggio di Taranto, la forza del collettivo, dell’impegno comune, delle idee che si fanno forma e che sono anche sostanza, imprescindibile, di tutto. Non saprei come spiegare cosa facciamo, cosa succede quel giorno, però so che è sotto gli occhi di tutti, so che chi partecipa anche solo una volta, da addetto ai lavori o da spettatore, se lo porta dentro il significato di questa giornata.

Ci hanno fatto la festa

Se guardiamo a ritroso negli anni, come fa Marco Craviolatti nell’articolo di apertura, quello che notiamo è una corsa precipitosa verso la precarietà. Dal mito della flessibilità degli anni 90 fino all’abolizione dell’articolo 18 con l’arrivo di un ossimoro: il contratto precario a tempo indeterminato dell’era renziana. E intanto, in vent’anni, i tassi di disoccupazione sono schizzati per i giovani dal 30 per cento al 43 per cento.
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Qualcuno mi spieghi perché andare a votare dovrebbe rappresentare una minaccia in democrazia

Oggi abbiamo Renzi che smantella lo Statuto dei lavoratori, domani potremmo avere, allo stesso modo, Salvini o similia e allora vedo ruspe, respingimenti, classi separate, diritti negati. E nessuno più a fermarlo. Allora continuo a pensare al mio amico e alla sua onestà. E a immaginare un Partito e un Parlamento che di fronte alla “minaccia di Renzi” di farli saltare dalla finestra, rispondono, “così non va, sali pure al Colle. Andiamo a votare e vediamo che succede”.