Ho incontrato Sara Tommasi molti anni fa. Non era famosa. Quando l’ho conosciuta, Sara era un piccolo spicchio di luna che brillava tra la gente unta del Billionaire. Mi trovavo come al solito appollaiata più in alto possibile e più trasparente possibile tra le tende delle terrazze del locale. Mi piaceva stare lì la maggior parte della serata senza farmi notare, mentre il mio ex marito suonava con la sua band per i vip nel ristorante superiore. “Superiore” in tutti i sensi, mi avevano spiegato.

Io mi godevo lo spettacolo di donne e uomini belli, abbronzati e gonfi di alcol e cocaina. Quella notte i pr erano particolarmente euforici perché dovevano arrivare le “miss del Billionare” e si sapeva già che sarebbero state di “alto livello”: dicevano così, come fossero un oggetto prezioso che eguagliava i loro Rolex. Ero arrivata presto per le prove e mi ero fatta raccontare a chi appartenessero i tavoli più particolari, rimanendo un po’ perplessa per la previsione di consumo di champagne che sarebbe piovuto insieme ai soldi. «Tra poco», mi diceva Stefania (tatuatissima e perfetta come una bambola gotica) sarebbe arrivati «gli ospiti del sultano» di non ricordo quale paese e poi c’era Lele Mora che prenotava tutta una balconata per lui e le sue dame (pronte a sparire nella notte inghiottite dagli yacht), e poi si bisbigliava l’arrivo di qualche super star americana. Perfetto.

Dovevo trovare un posto tranquillo per godermi lo spettacolo. Arrivarono le miss, i paparazzi si scatenarono, io seguivo la massa che si confondeva tra la musica. Mi ricordo che scesi le scale e le risalii mille volte per trovare un posto tranquillo, in un luogo dove non esiste la tranquillità. Vidi entrare delle bellissime ragazze come donne di un harem, con le scarpe gioiello e il sorriso da pantere seducenti: erano arrivate le Miss.

Riuscii a risalire le scale seguendo la loro scia. Una di loro avvolta da un corsetto rosso che traboccava di seno e di pelle ambrata, si girò verso di me con gli occhi del cerbiatto che ancora non conosce la fame feroce della giungla e la violenza spermatica dei cacciatori. Era Sara Tommasi, ora lo so. Mi rivolse la parola come se fossi una sorella, «ti ho sempre ammirata Miriana» disse. Io le sorrisi e le dissi che era bellissima e che sicuramente avrebbe vinto lei. Non era convinta, mi sembrava preoccupata di qualcosa. Mi disse che presto ci saremo viste negli studi di Mediaset, era stata ingaggiata per un programma, sognava di diventare famosa, diceva, e non con presunzione ma come se sognasse il paradiso ad occhi aperti. Mi ricordo che io (sempre fuori posto in quel mondo) le risposi che avrebbe dovuto studiare, perché con la cultura avrebbe avuto una struttura più solida e soddisfazioni migliori. Forse non mi ascoltò ma mi abbracciò, come se le avessi fatto un dono grande, mi ringraziò e sparì tra la gente. Non so come andò la gara. Andai via.

La rividi poi in occasione di una festa, in un locale di Milano. Ora era vestita da donna adulta e sfoggiava la sua borsetta di Chanel, lo sguardo era diverso, di plastica come una Barbie. Ormai era una luna smorzata dal trucco pesante e il sorriso stampato. Non mi sembrò reale, lei, il suo vestito, il bicchiere di champagne e l’uomo anziano che le sedeva accanto palpeggiandola come docile preda, trovando scuse per metterle le mani ovunque. Sono sicura che una parte di lei era disgustata e mi capiva perfettamente. Poi non so per quale ragione istintiva appena lui si alzò, le dissi di andarsene, di scappare: lei con un sorriso amaro e dolce è andata verso la pista dove si è esibita in un ballo alieno per me, e forse sexy per tutto il mondo. Forse se non fossi stata egoista avrei insistito, forse dovevo accorgermi che non sentiva dolore grazie a qualche droga o a qualche sofferenza passata.

Me ne andai a casa pensando di essere stupida a preoccuparmi, lei aveva fatto delle scelte precise e lucide, mi dissi. Ora so che quello strano istinto era un urlo dalla sua anima intrappolata tra le droghe e una sconosciuta malattia che la incastrava maledettamente nel limbo dei dannati. Ho visto gli ultimi video di Sara Tommasi e sono inorridita da questa nostra Italia che lascia scivolare via una persona malata. Nel video osceno, vedo solo circonvenzione di incapace e sfruttamento della prostituzione. Mariti, ex fidanzati ex papponi, e lei ex star, ex donna ex bambina. Una giungla.

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