Doveva essere il giorno dei nuovi impegni scritti per il neo ministro delle finanze greco. E invece Euclid Tsakalotos arriva a mani vuote all’Eurosummit, provocando le reazioni scomposte dei presenti e il crollo delle Borse (Milano perde il 3%). A due giorni dal referendum greco che ha centrato il 60% dei “no” e soprattutto all’indomani della traumatica sostituzione di Yanis Varoufakis proprio con Tsakalotos, il governo ellenico si presenta dinanzi ai creditori internazionali forte della legittimazione popolare, ma a corto di piani.

Inizialmente Alexis Tsipras aveva avanzato la richiesta di un prestito ponte da 7 miliardi per ovviare alla stitichezza ormai cronica delle banche elleniche e poter pagare le tranche di prestiti al Fmi (3 miliardi entro fine luglio). Un sostegno, in questo senso, gli potrebbe giungere dal presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker ancora convinto di poter «evitare la Grexit. Sono contrario, cercherò di evitarlo fino alla fine», ha detto da Strasburgo. Per poi togliersi altri sassolini dalle scarpe aggiungendo che è «inaccettabile per la Commissione essere chiamati terroristi» dal governo greco, ovvero dall’ex ministro delle Finanze.

Per queste ragioni tutti a Bruxelles si attendevano da Tsakalotos un vademecum su cui avviare nuovamente la trattativa. Il neo ministro invece è giunto a mani vuote, annunciando per domani le sue proposte e di fatto provocando l’irritazione della cancelliera Angela Merkel che un attimo prima di avviarsi al summit con Hollande e Tsipras ha commentato che «al momento non ci sono ancora le basi per riavviare un negoziato». Ovvero, intende prima vedere materialmente quali saranno le proposte di Atene, che in verità sarebbero dovute già arrivare. Tra l’altro è questa la motivazione principale per cui è stato rimosso Varoufakis, accusato da Berlino anche di aver ritardato nei suoi centosessanta giorni da ministro la definizione di impegni precisi da parte greca.

Ma le cose potrebbero precipitare rapidamente, dal momento che l’ipotesi Grexit pare essere presa in considerazione anche da insospettabili, come il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis, che fa dipendere la permanenza nell’Eurozona della Grecia dalla serietà delle proposte. Sposando, di fatto, le posizioni da sempre caldeggiate dal ministroWolfgang Schaeuble, contrario all’haircut del debito tanto caro a Varoufakis. Alleato di Tsipras resta solo il premier francese Manuel Valls, che apre a un’eventuale ristrutturazione del debito: «non sia considerata un tabù».

E c’è chi dice che, a conti fatti, almeno “il ministro con la moto” avrebbe venduto cara la pelle, anziché presentarsi mestamente a mani vuote.

 @FDepalo

 

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