Il neo-ministro delle Finanze greco Euclides Tsakalotos ha inviato una lettera (di cui trovate il testo qui sotto) alla Commissione. Il testo non contiene particolari sul piano di riforme per il rientro del debito ma ribadisce la volontà di Atene di rimanere nell’euro e di rispettare gli obblighi che questo implica. Si tratta di un lieve cambiamento nei toni, per quanto, ad oggi, da Bruxelles e dalle capitali europee che contano, fanno sapere di non essere intenzionati a discutere fino a quando il governo Tsipras non avrà presentato un piano dettagliato di come intenda dare seguito agli impegni presi con il testo qui sotto. Una conference call tra ministri delle Finanze è stata cancellata in attesa delle informazioni che, come ha reso noto il premier greco, arriveranno entro domani.

Se il tono della lettera è formale e in qualche modo in sintonia con le richieste della troika, il discorso di Alexis Tsipras al Parlamento europeo (qui sotto il video) è stato meno compiacente: pur riconoscendo che la situazione greca è figlia di anni di cattiva gestione dei governi che lo hanno preceduto e ricordando che la Grecia è impegnata a rispettare le leggi dell’Unione, il premier greco ha usato un tono meno formale e più aggressivo, ricordando che l’Unione europa deve essere più democratica o rischia di finire male. A salire sul cavallo del premier greco, per ragioni di opportunismo politico, tutti i No euro eletti a Strasburgo. Tra questi Marine Le Pen e il leader dell’Ukip britannico, Nigel Farage, che ha suggerito alla Grecia di “uscire dall’euro a testa alta”. Il premier greco e il ministro delle Finanze ribadiscono invece, per l’ennesima volta, la volontà di rimanere nella zona euro.

 

Caro Presidente,

A nome della Repubblica ellenica, presento una richiesta di sostegno alla stabilità, ai sensi degli articoli 12 e 16 del trattato ESM in relazione al rischio per la stabilità finanziaria della Grecia in quanto stato membro e per la zona euro nel suo complesso.

In particolare, la Grecia chiede alla ESM un prestito (“Finanziamento” o “programma”) con una disponibilità periodo di tre anni in conformità con le condizioni di cui all’articolo 13 del trattato ESM e all’articolo 2, della Direttiva sui prestiti. Il prestito sarà utilizzato per soddisfare le obbligazioni di debito della Grecia e per garantire la stabilità del sistema finanziario.

In linea con i principi di questo strumento come programma a medio o lungo termine, la Repubblica si impegna a un complesso di riforme e misure da attuare negli ambiti della sostenibilità fiscale e della sostenibilità finanziaria e della crescita nel lungo periodo.

Nel quadro del Programma, ci proponiamo di implementare immediatamente una serie di misure già a partire dall’inizio della prossima settimana, tra cui: misure di riforma fiscale e misure in materia previdenziale. A queste collegheremo anche azioni ulteriori volte a modernizzare l’economia ellenica.

Il governo greco presenterà, al più tardi giovedi 9 luglio, un set dettagliato di proposte per un programma di riforme da sottoporre alla valutazione delle tre istituzioni e dell’Eurogruppo.

In aggiunta a quanto sopra, è obiettivo esplicito del governo greco di tornare a forme di finanziamento attraverso il mercato per le necessità finanziarie future al più tardi entro la fine del periodo di disponibilità del prestito, oltre che tornare a una situazione economica e finanziaria sostenibile.

Nell’ambito di una discussione più ampia che si dovrà tenere, la Grecia vuole cogliere l’opportunità di esplorare misure con il potenziale di rendere sostenibile il debito pubblico nel lungo periodo.

La Grecia si è impegnata a rispettare i propri obblighi finanziari nei confronti di tutti i suoi creditori. Confidiamo che gli Stati membri apprezzino l’urgenza della nostra richiesta di prestito in un momento di fragilità del nostro sistema bancario, conoscendo la scarsezza di liquidità a nostra disposizione, i nostri impegni a breve termine, l’accumulo di pagamenti arretrati interni e il nostro espresso il desiderio di cancellare gli arretrati con il FMI e cona la Banca di Grecia.

Ribadiamo l’impegno della Grecia a rimanere un membro della zona euro e a rispettare in quanto tale norme e regolamenti e apprezzeremo ina vostra favorevole e tempestiva considerazione della nostra richiesta.

A scanso di equivoci, questa lettera sostituisce la nostra precedente lettera di richiesta del 30 giugno 2015.

Cordiali saluti,

il Ministro delle Finanze

 

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