Mettete 600 musicisti impegnati in oltre cento concerti, lungo “solo” dodici ore. In diciotto postazioni tra castelli spagnoli, chiostri antichi, chiese e piazze medievali. E poi a notte fonda, il gran finale a piazza Duomo, fino a mezzanotte, ma poi chissà, tra jam session e dj-set, quanto potrebbe durare. Un evento storico per il jazz italiano, ma forse non è esagerato dire per tutta la musica italiana.

Per un giorno, il 6 settembre, il centro storico de L’Aquila, rimasto fermo a quel 6 aprile 2009, il giorno del terremoto, tornerà a vivere. Di suoni, ma anche di musicisti, di giovani, di aquilani e di appassionati di jazz provenienti da tutta Italia. Alla proposta lanciata dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini hanno aderito in tantissimi, il fior fiore del jazz italiano: Enrico Rava, Franco D’Andrea, Roberto Gatto, Danilo Rea, Enrico Pieranunzi, Javier Girotto, Gino Paoli, Claudio Fasoli, Stefano Battaglia, Antonello Salis, Rita Marcotulli, Maria Pia De Vito, Gianni Coscia, Enrico Intra, Rosario Giuliani, Gianlugi Trovesi, Ada Montellanico, Pietro Tonolo, soltanto per citare alcuni dei circa 600 protagonisti della maratona del 6 settembre. “Sarà una giornata di solidarietà e di riflessioni sulla ricostruzione, ma anche l’occasione storica per mostrare la nuova immagine del jazz italiano”, afferma Paolo Fresu che della Woodstock aquilana è il direttore artistico (sul numero in uscita del 5 settembre di Left, un’ampia intervista a Fresu).

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(Dall’alto verso il basso: Enrico Pieranunzi, Paolo Fresu, Ada Montellanico, Enrico Rava)

Qui potete consultare il programma

Gruppi storici, musicisti in duo o soli, combos, conservatori, big band e scatenate marching band come i FunkOff e la Funky Jazz Orchestra di Berchidda, all’Aquila sarà davvero possibile ascoltare il panorama variegato e in movimento del jazz italiano, ormai affrancato dalla tradizione d’Oltreoceano e lanciato per suoi percorsi originali.

Che le cose siano cambiate lo dimostra anche il lavoro della rete organizzativa, frutto di un vero gioco di squadra. L’evento, infatti, promosso da Mibact e Comune dell’Aquila, è stato poi gestito dall’associazione dei musicisti jazz Midj presieduta da Ada Montellanico e da i.Jazz, l’associazione dei festival, il cui responsabile è Gianni Pini. Insieme, le due associazioni hanno portato giovani musicisti che hanno partecipato al progetto We Insist. E che il jazz adesso venga riconosciuto come parte essenziale della musica italiana lo dimostra anche il numero di musicisti che avrebbero voluto partecipare ma che non sono potuti entrare nel programma per motivi logistici. La partecipazione di tutti gli artisti, ricordiamo, è a titolo completamente gratuito e anche il pubblico potrà aggirarsi gratis di concerto in concerto.

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