Al mondo sono 76 i Paesi in cui è contemplata la pena di morte, fra questi, unico fra i Paesi occidentali, gli Stati Uniti dove l’argomento ovviamente non manca di suscitare controversie, campagne e mobilitazioni. A far parlare del tema questa volta sono la star di Hollywood Susan Sarandon, da sempre politicamente impegnata sul tema dei diritti umani e civili, Helen Prejean, attivista contro la pena di morte e autrice del soggetto del film Dead man walking, per il quale Sarandon ha vinto l’Oscar come miglior attrice, e il senatore Tom Coburn. L’occasione è il controverso caso di Richard Glossip che verrà giustiziato domani nello stato dell’ Oklahoma. Glossip è stato condannato a morte per un omicidio che avrebbe presumibilmente commesso nel 1997, ma, a quanto sostengono, Sarandon, Prejean e Coburn, supportati da un team di avvocati pro-bono che si sono offerti di riesaminare il caso, in realtà l’uomo sarebbe innocente e la sentenza emanata solo perché “era povero”. Il caso sta facendo molto discutere i media internazionali e l’opinione pubblica e attivare la società civile americana (è stata lanciata una petizione su moveon.org in merito firmata dalla stessa Sarandon), perché dimostra in modo esemplare quanto sia facile, se non ci si può permettere una difesa adeguata, e anche nel caso di presunta innocenza, essere condannati alla pena di morte negli Usa.

Richard Glossip moveon

L’assurda storia di come Glossip è finito sul patibolo.

Il 7 gennaio del 1997, Barry Van Treese , proprietario del Best Budget Inn a Oklahoma City, è stato ucciso a randellate da un uomo, Justin Sneed, che ha confessato l’uccisione. Tuttavia Sneed, all’epoca diciannovenne, sostenne che era stato Glossip, direttore del motel, a commissionargli l’omicidio di Van Treese in cambio di una somma di denaro.

«La giuria – commenta sul sito della CNN Helen Prejean sottolineando l’infondatezza della condanna alla pena di morte – ha evidentemente ritenuto attendibile la testimonianza di Sneed, e nonostante la Corte d’Appello dell’Oklahoma nel 2001 abbia descritto le prove presentate nel primo processo come “estremamente deboli”, nel 2013 la condanna è stata confermata anche dalla Corte d’Appello degli Stati Uniti. Il risultato di tutto questo è che la persona materialmente responsabile del delitto ora sta scontando una condanna a vita in una prigione di media sicurezza, mentre Glossip , condannato per “aver assoldato un assassino” – nella totale assenza di prove e quasi esclusivamente sulla parola di Sneed – ora sta per essere giustiziato con un’iniezione letale».

Sneed – senza la cui testimonianza non si sarebbe mai arrivati a una condanna per Richard Glossip – all’epoca, nel corso dei vari interrogatori della polizia, fornì versioni contrastanti e confuse sulla vicenda, dimostrandosi un testimone poco attendibile.

Inoltre, dai video degli interrogatori – per qualche ragione mai mostrati in tribunale alla giuria – emerge che la polizia avesse fatto pressioni su Sneed affinché rivelasse di non aver agito da solo. E che il ragazzo negli ultimi due giorni aveva abusato di metanfetamine il che spiegherebbe una prima versione secondo cui avrebbe commesso l’omicidio nel tentativo di procurarsi i soldi per la droga rapinando Van Treese.

«In realtà Richard è stato condannato a morte semplicemente perché povero. Non sono in molti a potersi permettere una difesa adeguata in un caso su cui pende la pena di morte. Questo dovrebbe essere sufficiente a spaventare tutti».

Donald Knight, legale di Richard Glossip al Guardian


Altra prova presentata che è priva effettivi riscontri è la testimonianza di un operaio che lavorava al motel, secondo il quale Glossip aveva contraffatto i libri contabili e temendo di essere scoperto e perdere il lavoro ha pensato di assoldare Sneed per uccidere il suo capo. Ci sono poi una serie di prove che, a quanto pare sarebbero andate misteriosamente smarrite, da alcune ricevute del motel perse nel diluvio alla tenda della doccia e il nastro isolante usati per coprire una finestra rotta durante la colluttazione che in realtà avevano le impronte di Sneed ma non quelle di Glossip. Fino ad arrivare a un altro uomo, potenzialmente sospetto, che non ci si è mai preoccupati di rintracciare.

Molte cose quindi non tornano e sono queste a aver spinto una mobilitazione in favore di Richard Glossip per chiedere la sospensione di una condanna che non sembra essere fondata su fatti verificati.
Il rischio è quello di uccidere un uomo per un omicidio mai commesso, per questo, a quasi 20 anni, da quella condanna un gruppo di avvocati sta di nuovo lavorando al caso per tentare di fare chiarezza e contestare le accuse e le prove presentate che al tempo la difesa non aveva contestato in modo opportuno.
Donald Knight, uno dei nuovi avvocati pro-bono di Glossip ha dichiarato al Guardian che: «In realtà Richard è stato condannato a morte semplicemente perché povero. Non sono in molti a potersi permettere una difesa adeguata in un caso su cui pende la pena di morte. Questo dovrebbe essere sufficiente a spaventare tutti».

 

>> INFOGRAFICA | I numeri delle esecuzioni capitali negli Usa

 tutti-i-numeri-delle-condanne-a-morte-usa

Aggiornamento di mercoledì 16 settembre, ore: 21.00

L’alta corte d’appello dell’Oklahoma ha concesso a Richard Glossip all’ultima ora una sospensine dell’esecuzione prevista per questa sera fino al 30 settembre per valutare nuovi elementi di prova fin ora trascurati. Qui la notizia pubblicata da The Atlantic

 

@GioGolightly

 

Commenti

commenti