“Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi che fai, silenziosa luna?”. Giacomo Leopardi se lo chiedeva nello splendido e commovente Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, noi ce lo chiederemo questa notte, di fronte all’eclissi totale di Luna. E anche se lo spettacolo del nostro satellite oscurato dall’ombra della Terra, è un fenomeno naturale, siamo sicuri che proveremo stupore e meraviglia lo stesso. Perché la Luna è una fida compagna di vita: quando è piena la immortaliamo in selfie che diffondiamo ossessivamente via facebook, quando è una sottile lama ricurva sogniamo con lei il futuro. Possiamo piangere o gridare la felicità alla Luna, che rimane immobile, algida, eppur presente.

Ma stanotte sarà diverso. La “metamorfosi” della Luna inizierà alle 2.11, il culmine dell’eclissi è previsto per le 4.47 del 28 settembre. La Luna uscirà piano piano dall’oscurità verso le 5.23 e sarà fuori dell’eclissi alle 7.23. Per gli impazienti, un assaggio, è un video dell’eclissi del 2011 “catturata” dall’Inaf, l’Istituto nazionale di astrofisica.

L’eclissi di stanotte sarà speciale perché la Luna la vedremo più grande del 14 per cento. Infatti il nostro satellite si trova nella fase più vicina del perigeo, che va, ricordiamolo, dai 406.700 km (la distanza massima) ai 356.400 (la minima). Non solo più grande del solito, ma anche rossa. Un fenomeno, quello della blood moon che deve aver destato grande meraviglia ai tempi del “pastore errante” di Leopardi. Ma si spiega facilmente. Anche se la Luna si trova nel cono d’ombra della Terra, una parte dei raggi del Sole, sfiorando la superficie della Terra, viene fatta rimbalzare dall’atmosfera sul satellite, conferendole il colore rosso. L’atmosfera infatti funziona come un filtro e la luce solare perde così le componenti azzurre per conservare quelle rosse. La grande Luna rossa rende l’evento di questa notte ancora più insolito, visto che non accadeva dal 1984, mentre la prossima volta accadrà nel 2033.

Insomma Luna Rossa. Che è anche il titolo di una celebre canzone napoletana. Eccola nella versione “minimalista” ma suggestiva di Renato Carosone.

Infine, poiché la Luna ha affascinato l’umanità da sempre (Pietro Greco L’astro narrante, Springer), dai presocratici a Galileo, da Dante a Giordano Bruno, ecco un brano dall’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. Sulla Luna, ricordiamo, si reca Astolfo a recuperare il senno di Orlando, impazzito perché la bella Angelica l’aveva tradito con Medoro. Ecco secondo l’Ariosto cosa si può trovare sulla Luna, e a dir la verità, non è che sia granché…:

Le lacrime e i sospiri degli amanti,

l’inutil tempo che si perde a giuoco,

e l’ozio lungo di uomini ignoranti,

vani disegni che non han mai loco,

i vani desideri sono tanti,

che la più parte ingombran di quel loco:

ciò che in somma qua giù perdesti mai,

la sù salendo ritrovar potrai.

@dona_Coccoli

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