«Grazie alla scelta di disarmare i tedeschi e usando la propaganda, i nazisti sono stati capaci di portare a termine i loro piani malvagi senza incontrare nessuna resistenza. Fossero stati armati, gli ebrei avrebbero potuto evitare l’Olocausto». Se Netanyahu ha provato a riscrivere la Storia collegando lo sterminio degli ebrei all’incontro tra Hitler e il Gran Mufti, il candidato alle primarie repubblicane, il neurochirurgo afroamericano e molto religioso Ben Carson fa la Storia con i se. Le sparate di Carson sono la versione da mediocre storico contemporaneo della teoria della lobby delle armi Usa che, ogni volta che il Paese rimane di stucco davanti a una strage in una scuola, ritorna nelle dichiarazioni di qualche dirigente della National rifle association (la Nra) pronto a dire che che se le vittime avessero avuto delle armi non avremmo visto tanti morti.

legittima difesa magritte left

La vignetta di Mauro Biani su Left n.42

È un’idea della legittima difesa che non sta in piedi, ma è un posizionamento che, accompagnato da milioni di dollari in lobbying e propaganda, per anni ha funzionato. La reazione furiosa di Obama davanti all’ultima strage in una scuola – in Oregon – è un segnale che il vento sta leggermente cambiando, persino in un’opinione pubblica, quella americana, che tende in maggioranza a considerare normale il possesso di un’arma. Negli anni la Nra ha impedito che qualsiasi presidente dopo Clinton riuscisse a imporre dei limiti al commercio o regole più strette per il possesso – come test psicologici e controlli più stringenti su chi fa richiesta del porto d’armi. La lobby delle armi è anche riuscita a far approvare una serie di leggi statali proprio sulla legittima difesa. Negli States queste leggi sono di tre tipi, ma vale la pena soffermarsi su due: una è definita “dottrina del castello” e consente l’uso delle armi quando qualcuno penetra nella proprietà privata di chi spara – ma in Missouri e Ohio la proprietà privata è anche l’auto, per dire.

Negli Usa dove vige la legge più “liberale” le assoluzioni per omicidio sono aumentate. Del 54 per cento in Texas, del 200 per cento in Florida e del 725 per cento in Kentucky

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La versione più liberale – in senso negativo – è invece un tipo di legge relativamente nuova che la Nra e i repubblicani sono riusciti a far approvare in 23 Stati, primo tra tutti, nel 2005, la Florida del governatore Jeb Bush. Queste leggi sono denominate Stand your ground, che potremmo tradurre «non arretrare di un passo».
L’idea della stand your ground è semplice: se chi spara ha legittimo motivo di ritenere che la persona colpita o uccisa possa arrecare grave danno a sé o ad altri non ha l’obbligo di provare a scappare e poi, semmai, difendersi. Può sparare per primo. Così ad esempio ha fatto George Zimmerman, l’auto nominatosi vigilante del suo quartiere quando ha sparato a Trayvon Martin, uscito di casa per comprare degli snack in una serata di pioggia. Nero e col cappuccio, Martin non poteva che rappresentare un pericolo. Zimmerman ha ucciso il ragazzo e nel 2013 è stato assolto. I dati contenuti in un rapporto del 2013, successivo all’assoluzione di Zimmerman, ci dicono che gli omicidi con un colpevole assolto sulla base di questo modello di legge sono aumentati del 200 per cento in Florida, del 54 in Texas, dell’83 in Georgia. Del 725 in Kentucky. Il modello di legittima difesa fai da te, insomma, non fa che aumentare il numero di persone ammazzate senza motivo. I dati indicano, naturalmente, che rapine, furti, aggressioni non sono diminuite per nulla, o lo sono per ragioni non collegate all’approvazione delle leggi e in Stati che non hanno quel tipo di legittima difesa aggressiva nel loro codice penale.
Buonanno e soci che vorrebbero regalarci pistole per farci stare più sicuri, insomma, sono (nel migliore e improbabile dei casi) disinformati. Oppure, banalmente, pescano nel torbido di una supposta emergenza criminalità pur di raccattare qualche voto. Se poi un ladro di polli, un ragazzino o uno straniero finisce ammazzato, beh, non è mica un problema loro.

 

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