A casa e in fretta. Dopo le settimane dell’accoglienza, ora vengono le settimane dell’efficienza teutonica. Angela Merkel ha annunciato che cinque centri speciali gestiranno le domande dei richiedenti asilo con poche possibilità di ottenerlo.

Da settimane cristiano-democratici e socialdemocratici litigano sul da farsi per governare il flusso di centinaia di migliaia di persone in entrata. La Germania ha annunciato che accoglierà circa 800mila persone, ma l’idea dei tedeschi è quella di rispedire al mittente coloro che non abbiano le caratteristiche richieste dalle leggi sull’asilo. Le persone provenienti dai paesi inclusi nella lista dei cosiddetti sicuri, le persone già espulse dal Paese che tentano di rientrare e coloro che si rifiutano di cooperare con le autorità.

«Abbiamo preso una buona e importante decisione», ha detto la cancelliera Merkel, che era stata messa sotto accusa dai membri del suo partito per essere stata troppo aperta nei confronti della crisi dei rifugiati. L’idea delle nuove misure è che le domande di questi richiedenti asilo destinati ad essere respinti verranno processate in settimane, mentre oggi ci vogliono mesi. In questo periodo le persone saranno accolte in questi centri e poi, in caso di diniego da parte delle autorità, rispedite a casa.

Bene per l’efficienza – meglio non lasciare le persone mesi o anni nel limbo – ma restano tutti le domande sui diritti umani e i rischi per gli espulsi e resta il fatto che il partito della Merkel ha costretto la sua leader a fare diversi passi indietro rispetto a settembre.

Ieri intanto, l’Ue ha annunciato che ci si attende un flusso pari a tre milioni di persone entro la fine del 2017 (non si sommano ai già arrivati, sono il totale). Sono molte, ma è pur sempre un misero 0,4% della popolazione.

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