Naomi, che opinione si è fatta sull’accordo?
A Parigi è emersa la sostanziale mancanza di volontà dei governi di agire un cambiamento radicale e immediato. Nessun impegno è stato assunto sulla rinuncia ai combustibili fossili: ho cercato nel testo finale e il termine “fossili” non viene neppure mai citato. È mancato il coraggio necessario: coraggio di impostare da subito una transizione serrata verso rinnovabili e democrazia energetica, coraggio di chiedere il conto alle multinazionali per i danni prodotti in termini ambientali e climatici, costringendole ad assumersi le proprie responsabilità e a pagare per esse.
In questo modo andremo incontro a un aumento di 3-4 gradi, uno scenario di una pericolosità inaudita. Già adesso il riscaldamento climatico agisce in maniera violenta in molti luoghi del mondo: ha già preso migliaia di vite nelle Filippine, in Bangladesh, in Nigeria, a New Orleans. Per questo, contro l’insufficienza delle risposte messe in campo occorre lavorare dal basso, costruendo un altro paradigma.
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