Potenza della lobby finanziaria e paradisi fiscali non conoscono arretramenti. O almeno questo è quanto si evince dai dati raccolti da Oxfam in un nuovo rapporto dal titolo Economy for the 1% (l’economia dell’1%). Utilizzando i dati di Credit Suisse ed elaborandoli, la organizzazione internazionale sostiene che nell’anno appena finito, l’1% più ricco supera tutti gli altri in quanto a ricchezza accumulata. E 62 persone detengono la ricchezza del 50% più povero del pianeta.

Si tratta di notizie note, ma quel che Oxfam segnala è la tendenza preoccupante: dal 2010 a oggi, infatti la ricchezza dei più ricchi è aumentata del 44%, mentre quelle del resto dle mondo è rimasta ferma. Nel 2010 per raggiungere la somma accumulata dalla metà più povera ci volevano 388, ovvero la ricchezza è più concentrata che mai.

Come cresce la ricchezza dei più ricchi mentre gli altri stanno fermi

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(La linea verde rapresenta l’andamento della ricchezza del 50% più povero del pianeta, quella viola la ricchezza dei 62 più ricchi del pianeta – Oxfam)


Il paradosso è che la ricchezza dei super-ricchi, diffusa, nascosta in paradisi fiscali e gestita in maniera tale da fare almeno in parte perdere le proprie tracce, è difficle da rintracciare. E anche Credit Suisse, che se ne intende, sostiene che è probabile che le stime sui più ricchi tra i ricchi siano al ribasso.

Nel 2010 per trasportare i più ricchi tra i ricchi serviva un grande aereo, scherza Oxfam. Oggi basta un autobus e presto un camper

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L’organizzazione internazionale usa il rapporto per lanciare una campagna contro i paradisi fiscali ricordandoci come un’economia tanto diseguale non sia funzionale nemmeno al buon funzionamento del capitalismo così come lo conosciamo. Una cosa che avevamo capito ma che continua a lasciare è che la crisi del 2008 e tutte le successiva hanno accenutato tutti i fenomeni di concentrazione, non solo e non tanto perché la ricchezza dei meno ricchi è diminuita ma per quella dei super-ricchi è cresciuta come se niente fosse.

  @minomazz

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