Sei acquedotti romani e uno rinascimentale, sepolcri e ville romane, il tracciato dell’antica via Latia. E sotto, grotte e cunicoli di rilevante interesse storico-archeologico trasformate in discariche di rifiuti speciali. Accade a Roma, nella parte “nascosta” del Parco di Tor Fiscale, tra Appia e Tuscolana, territorio tutelato per la sua storia e noto per essere un esempio ben riuscito di paesaggio rappresentativo della “campagna romana”.

Sotto casali agricoli, orti e frutteti, imprenditori senza scrupoli hanno scaricato olii usati e altri scarti di lavorazione e rifiuti pericolosi. A seguito di indagini effettuate anche grazie all’ausilio di droni, la Polizia locale di Roma ha messo i sigilli all’intero sottosuolo di Tor Fiscale, il cui nome deriva dalla torre alta 30 metri che sovrasta l’area verde, eretta nel XIII secolo e dal XVII denominata “del fiscale” in quanto facente parte della tenuta del tesoriere pontificio.

L’area tutelata ospita anche esempi di catacombe risalenti al II secolo dopo Cristo. Nell’effettuare i rilievi con l’ausilio del personale dell’Arpa Lazio, gli agenti della Polizia locale diretti dal comandane Antonio Di Maggio hanno accertato che alcune aziende della zona utilizzavano cavità e cunicoli come sversatoio illegale, creando accessi diretti al sottosuolo in prossimità dei siti produttivi, in modo da scaricare direttamente i rifiuti che producevano, violando le norme in materia ambientale e fiscale.

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