«No borders, no nations». Una marcia si aggira per l’Europa: #Overthefortress. Letteralmente, marcia oltre la fortezza Europa. Chiedono «una nuova cittadinanza europea, basata sulla possibilità di muoversi liberamente, ma soprattutto sulla necessità di conquistare nuovi diritti sociali, civili e un welfare universale» le centinaia di attivisti europei – molti dei quali appena rientrati dalla tendopoli di Idomeni – che sono pronti a raggiungere e varcare il confine del Brennero, dove arriveranno domenica 3 aprile. Dietro le pettorine arancioni ci sono gli attivisti italiani dei centri sociali del Nord Est e delle Marche, insieme agli studenti di Parma, ai siciliani NoMuos, al “team legale”, agli amici del Baobab, alla delegazione di Welcome Taranto, l’associazione Lgbt Anteros, la Federazione europea dei giovani Verdi e poi interpreti di arabo, sanitari, insegnanti e le donne della Carovana per i diritti dei migranti (in partenza da Torino il 2 aprile e che terminerà a Palermo il 18). E poi gli attivisti internazionali che si aggiungeranno dal resto d’Europa.

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Overthefortress nel campo di Idomeni – foto globalproject.info

La staffetta protesta contro il rafforzamento dei controlli e contro l’ipotesi di chiusura di tutti i confini dell’Austria meridionale e orientale. «Un’accelerazione politica del governo austriaco prevedibile da tempo», sostengono gli attivisti. «L’Austria, in questa fase, riveste un ruolo centrale dal punto di vista geografico, e di conseguenza nella gestione politica delle migrazioni, poiché è il crocevia di due rotte migratorie». L’asse del Brennero e quello dei Balcani. Il primo ha visto nell’ultimo anno il potenziamento dei controlli razziali, soprattutto sui treni, effettuati dagli agenti della trilaterale al fine di bloccare il transito dei migranti. Anche chi viaggia sulla rotta dei Balcani, infatti, per raggiungere l’Europa centrale e settentrionale deve necessariamente attraversare l’Austria.

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Overthefortress davanti al consolato d’Austria a Venezia – foto globalproject.info

Le tappe della marcia fin qui sono state Idomeni e il consolato d’Austria a Venezia, contro «un’Europa che firma accordi di morte con la Turchia di Erdogan per la deportazione dei migranti che scappano dalla stessa Turchia che finanzia i terroristi dell’Isis». Adesso #Overthefortress vuole attraversare il confine del Brennero, mentre gli europei continuano ad assistere alla militarizzazione dei Paesi balcanici e all’innalzamento di muri di filo spinato in Ungheria e Bulgaria. La chiusura del confine austriaco è il risultato dell’effetto domino sulla Balkan Route: Slovenia, Croazia, Serbia e Macedonia attuano politiche di respingimento su ogni frontiera. Nessuno di questi Paesi vuole assumersi la responsabilità dell’accoglienza. E la Grecia diventa «una prigione a cielo aperto».

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«La guerra globale si sta declinando come una guerra all’umano, colpendo migliaia di corpi desiderosi di libertà, pace e giustizia sociale. Come movimenti sociali dobbiamo cogliere che si sta aprendo una sfida per la costruzione di un’Europa aperta e solidale che si contrappone frontalmente, e senza mediazioni possibili, a un’Europa delle gabbie etniche e dell’austerità». L’Europa alla quale #Overthefortress va incontro domenica 3 aprile, sul confine, tra Italia e Austria.

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