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Uno studio su Nature indica la proteina beta amiloide come causa della trasmissione della malattia da uomo a uomo. Per la demenza senile, tra dieci anni si spenderanno in tutto il mondo 2mila miliardi

La rivista medica americana The New England Journal of Medicine non aveva fatto in tempo, all’inizio dello scorso febbraio, a darci un bel po’ di speranza – l’incidenza della demenza senile, Alzheimer compreso, sta diminuendo al ritmo del 20 per cento per decade – che più o meno negli stessi giorni la rivista scientifica inglese Nature ha rilanciato una notizia inquietante: l’Alzheimer potrebbe essere una malattia (anche) trasmissibile, a causa di un agente infettivo, la proteina beta amiloide, che può passare, in certe circostanze, da uomo a uomo.

I due annunci non sono correlati tra loro. Ma sono entrambi importanti, perché in ogni caso, avverte l’Organizzazione mondale di sanità (Oms), i malati di demenza senile, Alzheimer compreso, passeranno dagli attuali 47,5 milioni sparsi per il pianeta (9,4 milioni nelle Americhe; 10,5 in Europa; 22,9 in Asia e 4,0 milioni in Africa) a 75,6 milioni nel 2030 e a 135,5 milioni nel 2050. Con costi umani incalcolabili, per i malati e per le loro famiglie. Ma anche con costi economici altissimi: si calcola che fra dieci anni nel mondo si spenderanno almeno 2.000 miliardi per gestire i malati di demenza senile.

Iniziamo, dunque, dalla cattiva notizia. Un gruppo di medici svizzeri e austriaci ha effettuato un’autopsia sui cadaveri di sette persone morte a causa della sindrome di Creutzfeldt-Jakob (Cjd), una malattia rara ma divenuta improvvisamente nota quando ha colpito anche i bovini causando l’epidemia della “mucca pazza”. La malattia è causata dai prioni, una proteina con una certa struttura tridimensionale anomala, in ambiente cerebrale almeno, capace di indurre le sue sorelle con struttura adeguata a trasformarsi a loro volta. In questo modo i prioni producono dei “buchi” nel cervello che, alla lunga, producono la Creutzfeldt-Jakob (Cjd). Il fatto è che in cinque dei sette cadaveri studiati i medici svizzeri e austriaci hanno rilevato tracce non equivoche anche di Alzheimer…


 

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